Il nuovo Pdl si autofinanzierà

Aveva promesso che il nuovo Pdl avrebbe fatto invecchiare di colpo tutti gli altri partiti. E se manterrà la promessa fatta ieri Angelino Alfano potrà dire di esserci riuscito. La novità – oltre a un robusto restyling di facce, simbolo e comunicazione – è quella di rinunciare completamente ai soldi pubblici e far vivere il partito solo dei contributi volontari degli iscritti. Un'idea che scavalca in un colpo solo tutte le proposte sulla revisione della formula del finanziamento sulle quali stanno cincischiando Pd, Terzo Polo e Idv in Parlamento. Un primo accenno si poteva cogliere già nelle parole che l'ex Guardasigilli aveva pronunciato giovedì: «I soldi invece che dal bilancio pubblico devono sempre più venire da una scelta dei privati. Su questo capitolo siamo al lavoro per presentare una nostra proposta». E l'idea – che era stata ripresa e messa in una proposta di legge presentata dal capogruppo alla Camera di Popolo e Territorio Silvano Moffa – ha preso corpo nei fitti colloqui che in questi giorni hanno avuto il segretario del Pdl e Berlusconi, culminati venerdì con la frase, sibillina, fatta cadere tra i giornalisti che lo seguivano durante una visita al salone del Mobile di Milano: «Io e Berlusconi dopo le amministrative presenteremo la più grossa novità della politica italiana». Ieri, in un comizio elettorale ad Asti, ha fatto capire che lui e il Cavaliere fanno sul serio: «Faremo il primo movimento politico del tutto autofinanziato, perché noi vivremo solo con il contributo volontario di chi vorrà finanziare le nostre idee, il nostro ideale politico, la nostra azione parlamentare». «Diciamo fin da adesso - ha proseguito Alfano - che rinunceremo al finanziamento pubblico e faremo una forza di azionariato popolare che impedirà che qualcuno possa dirsi proprietario. Perché noi vorremmo che il nostro movimento politico diventi il primo del tutto autofinanziato con i soldi dei volontari e inoltre che ci sia una partecipazione diffusa senza che uno possa dire "è mio"». Una proposta detinata a far «rumore» tra i partiti. Che si sono messi subito sulla difensiva. Maurizio Migliavacca del Pd l'ha liquidata con una battuta: «Vedo che Alfano si propone di abolire il finanziamento pubblico, sicuro di contare sui soldi del miliardario», mentre il capogruppo al Senato dell'Idv Felice Belisario si è esibito in una citazione letteraria: «Dal partito della nazione lanciato da Casini alla grande novità annunciata da Alfano, passando per la rifondazione della Dc voluta da Pisanu, il centro-destra sfodera dal cilindro i soliti gattopardismi». La novità che per il momento sembra non interessare Alfano e Berlusconi è il coinvolgimento nel nuovo partito di Luca Cordero di Montezemolo. A una precisa domanda Alfano ha risposto con furbizia: «A Montezemolo mi sento solo di fargli i complimenti. Italo è un bellissimo treno ed è un grande investimento privato». «Non abbiamo chiusure o aperture specifiche nei confronti di nessuno – ha concluso – Di certo, chiunque contribuisce a rafforzare i moderati è benvenuto, ma non lanciamo appelli a nessuno». E c'è chi nel Pdl ha già un'idea su come utilizzare i fondi che lo Stato potrebbe risparmiare eliminando il finanziamento pubblico ai partiti: «Quei soldi devono avere ben altra destinazione in questa drammatica stagione della vita del Paese – propone Osvaldo Napoli – Sarà bene cambiare titolo alla voce di bilancio sul rimborso dei partiti e far diventare quel capitolo di spesa un fondo di sostegno alle piccole imprese in difficoltà».