Il Cav boccia il voto a ottobre «Sinistra avanti, noi con Casini»

Berlusconiblinda il premier e non per una condivisione di linea politica ma perché, sondaggi alla mano, è consapevole che il Pdl per vincere ha bisogno di creare una «casa comune» dei moderati. Il che significa riorganizzare il partito a cominciare dal nome ma soprattutto convincere Casini a procedere insieme. Parlando ai coordinatori regionali del Pdl, Berlusconi ha disegnato uno scenario che non lascia spazi a facili illusioni. La sinistra, ha detto Berlusconi, «con questa legge elettorale», potrebbe vincere «visto che la Lega masochisticamente ha deciso di andare alle amministrative da sola e Fini ha fatto quello che ha fatto». Pertanto il leader del Pd Bersani potrebbe essere tentato di smarcarsi da Monti e andare al voto anticipato approfittando del vantaggio che gli dà l'attuale sistema elettorale e i consensi. Pertanto, Berlusconi non nasconde che il voto in ottobre possa essere un'eventualità e ai coordinatori regionali ha detto che «bisogna tenerci pronti». Le amministrative saranno un banco di prova della tenuta del centrodestra. «Ci sono realtà in cui andremo senz'altro molto bene, altre in cui i moderati hanno la maggioranza se non si dividono e la divisione della Lega che andrà per suo conto naturalmente sarà negativa». Questo discorso vale anche a livello nazionale. «I moderati in Italia dal '48 a oggi sono la maggioranza del Paese, se non si dividono. Se arriva qualcuno che li divide consegna automaticamente la maggioranza alla sinistra». Sono parole che suonano come un appello a Casini. «Noi speriamo che i moderati si possano presentare insieme alle prossime elezioni» dice fuori dai denti Berlusconi e prospetta una sorta di «confederazione dei moderati». Il che significa che ognuno manterrebbe il suo simbolo ma alleandosi con il Pdl. Quello che Berlusconi non ha detto ai parlamentari, ma che ha confidato ad alcuni interlocutori, è la sua convinzione che nel quadro di possibili elezioni anticipate ci sia anche la complicità di Casini, il quale - è la sua ipotesi - avrebbe avuto in cambio rassicurazioni sulla sua elezione al Quirinale. Per questo Berlusconi continua a insistere sull'unità dei moderati. L'alleanza con Casini ma anche la riorganizzazione del partito richiedono tempo e per questo le elezioni anticipate sono un rischio. Ma non è tutto. È ancora da sciogliere la questione del sistema elettorale. Berlusconi ribadisce che il Pdl sta lavorando con la sinistra a un meccanismo che «si avvicini a quello tedesco» dove i partiti si presentano da soli e il partito che ottiene più voti ha la responsabilità di formare il governo, che può essere quello formato con la destra o con la sinistra come ha fatto Merkel che ha fatto un governo con i liberali e un altro con i socialdemocratici. Se questo non fosse possibile «si andrà a votare con l'attuale legge per coalizioni e quindi ancora una voltà di più sarà fondamentale che i moderati si presentino insieme». Il tempo che separa dal voto sarà utilizzato anche per un restyling del partito. A cominciare dal nome che potrebbe essere presentato nel corso del prossimo congresso. «L'acronimo Pdl non suscita emozione, spesso è declinato addirittura al femminile. Sottoporremo un altro nome per il nostro partito - ha commentato Berlusconi - che però resta lo stesso, composto dalle stesse persone che credono nelle stesse cose, nelle nostre idee». Non solo. Sarà presentato anche un programma, «una proposta che ha molti punti innovativi». La data del congresso non è stata ancora fissata ma visti i sondaggi a sua disposizione e il vento di antipolitica che spira, magari per il restyling saranno necessari tempi più rapidi di quelli concessi dalla burocrazia di partito. Il 29 maggio, dopo i ballottaggi per le amministrative, ci sarà un altro incontro con i coordinatori regionali. Berlusconi ha poi rinnovato la stima nei confronti di Angelino Alfano smentendo quindi le voci di frizioni. «Lo conosco bene, lavoro con lui da oltre dieci anni, è dotato di una lealtà assoluta e di una capacità straordinaria e di quel quid in più che solo lui ha e di cui c'è bisogno». Ai coordinatori regionali ha sottolineato che «a una formazione politica per vincere occorrono i soldati ma anche un segretario capace di mangiarsi gli altri segretari...». Ed è il segretario ad annunciare «una grande iniziativa per i 18 anni dalla discesa in campo di Berlusconi». Ma non in chiave «nostalgica, ma guardando al futuro». L'iniziativa coinvolgerà quei diciottenni che sono iscritti al Pdl e che sono nati nel 1994. Dopo la riunione Berlusconi si è fermato a pranzare al ristorante di Montecitorio. Una novità assoluta. È stato lo stesso Berlusconi a chiedere al vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi: «perché non mi inviti al ristorante?» Al tavolo, assieme a Berlusconi, erano seduti Alfano, Lupi, Saltamartini, Lorenzin e Rossi. Pranzo a base di pasta al pomodoro, mozzarella e prosciutto.