Finmeccanica Indagato l'ad Orsi

L'inchiestafa luce sulle presunte tangenti pagate da una delle aziende del gruppo, Agusta Westland, di cui Orsi è stato al vertice, per una commessa di 12 elicotteri all'India. Un affare da 51 milioni di euro in cui è coinvolto Ralph Haschke, l'imprenditore elvetico che due giorni fa ha subìto nei suoi uffici a Lugano perquisizioni e sequestri disposti dai pm Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock. Un atto dovuto l'iscrizione nel registro degli indagati di Orsi dopo le dichiarazioni di un testimone piuttosto rilevante. Alla ricostruzione di questo filone di inchiesta, infatti, hanno contribuito le ricostruzioni dell'ex responsabile delle Relazioni esterne del gruppo, Lorenzo Borgogni, sentito più volte a Napoli. Ai pm ha spiegato che «di quei 51 milioni, 20 sono andati ad Haschke per la sua attività di intermediazione; il resto dei soldi versato dal gruppo Finmeccanica è andato a un uomo vicino ad Orsi». L'uomo misterioso, a cui sarebbero stati versati 10 milioni di euro come tangente destinata alla Lega, avrebbe un nome: Christian Mitchell, ma potrebbe anche trattarsi di un nominativo falso per coprire la vera identità. Questo nome sarebbe stato fatto proprio da Borgogni nell'interrogatorio ai pm di Napoli che stanno stringendo le maglie della rete investigativa per individuare il presunto «collettore» delle tangenti. Dal canto suo, Orsi ha assicurato: mai pagato tangenti a nessuno. «Non ho mai pagato alcuna somma illegale - ha detto al Tg1 - né alla Lega né ad alcun altro. Durante tutto il periodo di amministratore delegato di Finmeccanica e AgustaWestland non mi é mai capitato di pagare alcunché di illegale». Peraltro, ha proseguito, «la ragione sarebbe ridicola perché io ero parte di una terna di candidati interni ed è stato il ministero del Tesoro che ha fatto la sua scelta sulla base della mia esperienza personale». L'azienda si difende: «Né AgustaWestland né Finmeccanica hanno corrisposto alcuna tangente alla Lega Nord», ha precisato Finmeccanica. Secondo la holding «AgustaWestland non ha commesso alcun tipo di irregolarità, né pagato commissioni di alcun genere per la vendita di elicotteri AW101 al governo indiano, come una recente indagine del ministero della Difesa indiano ha confermato». Non solo. Finmeccanica ha anche aggiunto che l'ex manager «Lorenzo Borgogni, le cui dichiarazioni "per sentito dire" sembrano essere alla base delle iniziative giudiziarie, ha lasciato Finmeccanica su richiesta della società». Rimanda al mittente le accuse anche il Carroccio. «La Lega non si fa intimidire certo da queste stronzate fangose», ha scritto l'ex ministro Roberto Maroni sul suo profilo Facebook. Secondo l'esponente leghista «le insinuazioni di un ex dirigente di Finmeccanica (licenziato dal nuovo presidente Giuseppe Orsi) orecchiate da qualche parte su "presunti finanziamenti illeciti ai partiti" sono diventate sui giornali "tangenti alla Lega": viva la libera stampa (si fa per dire...)». Il leader Bossi sottoscrive. «Tangenti? Penso proprio di no. Non può essere - insiste il Senatùr - io non ho mai sentito cose del genere». Ma la notizia di Orsi indagato ha acceso il confronto. L'Italia dei Valori ha chiesto l'azzeramento dei vertici di Finmeccanica. Il presidente dei senatori IdV, Felice Belisario, ha ricordato che da tempo ha depositato un'interrogazione parlamentare chiedendo al governo di intervenire «per garantire l'affidabilità del management e tutelare la competitività dell'azienda». Sullo sfondo restano anche altre inchieste, in particolare quella sulle presunte infiltrazioni della criminalità organizzata. Un aspetto sul quale è intervenuto Francescomaria Tuccillo, dirigente di Finmeccanica che negli anni passati ha curato per la holding i rapporti con i paesi africani, e che è stato sentito come testimone più volte dagli inquirenti. «Nell'esercizio del mio ruolo di responsabile dell'Africa sub sahariana - ha dichiarato Tuccillo - mi sono limitato a segnalare doverosamente al top management del gruppo la pubblicazione del libro "Mafia pulita", edito da Longanesi, scritto dal procuratore di Bari Antonio Laudati e dal giornalista Elio Veltri circa i presunti rapporti di società del gruppo Finmeccanica e un noto latitante italiano residente in Sudafrica».