Un artigiano si dà fuoco a Bologna. Aveva problemi con il Fisco

Ci sarebbero i problemi con il Fisco alla base del disperato gesto di un piccolo artigiano edile di 58 anni che, ieri mattina, si è dato fuoco in via Paolo Nanni Costa a Bologna. Un luogo affatto casuale visto che proprio lì, fino a pochi mesi fa, si trovava una sede dell'Agenzia delle Entrate e tuttora ci sono le Commissioni tributarie. L'uomo è attualmente ricoverato in gravissime condizioni (ha ustioni sul 100% del corpo) nel centro Grandi Ustionati di Parma. In passato la sua azienda aveva avuto problemi per alcuni tributi e la posizione, per una cifra giudicata «consistente», era stata in parte anche già definita in sede di contenzioso in commissione tributaria, che aveva dato torto all'artigiano. Non solo, il nome dell'uomo era iscritto ieri nel ruolo del tribunale penale per una udienza per una vicenda di fatture false, forse nata dallo stesso accertamento fiscale. Alle 8.15 qualcuno ha visto la Fiat Punto dell'artigiano in fiamme. Lì vicino l'uomo completamente nudo, i vestiti bruciati, la pelle carbonizzata. Ancora cosciente ha parlato con i vigili che gli hanno prestato soccorso. Quando l'agente Lorenzo Rubbi, impegnato a spegnere le fiamme che ancora ardevano sul corpo, gli ha chiesto cosa fosse successo, ha risposto: «Ho tentato di uccidermi, voglio morire, voglio morirè». Sul posto sono state trovare delle lettere in cui l'uomo chiedeva scusa alla moglie per quello che aveva fatto, e anche all'Agenzia delle Entrate: «Diceva che aveva sempre pagato le tasse e chiedeva di lasciare in pace la moglie». Il pm Massimiliano Rossi ha aperto un fascicolo conoscitivo (senza reati ipotizzati, tantomeno indagati). Nell'esprimere solidarietà e vicinanza alla famiglia dell'uomo le istituzioni e le associazioni di categoria hanno invitato la politica ad adottare misure capaci di sostenere il lavoro e di rilanciare l'economia.