Intesa su farmacie e taxi Meno soldi alle banche

Il governo la spunta sulle farmacie: ne apriranno quasi altre 5 mila. Mentre deve indietreggiare sui taxi: le nuove licenze saranno assegnate dai Comuni e non dall'Authority dei Trasporti. Meno soldi alle banche che, sui prestiti, non potranno chiedere commissioni. Sono le ultime novità contenute nel dl sulle liberalizzazioni. Il testo iniziale dell'esecutivo viene «alleggerito». Ma la trattativa in Commissione Industria al Senato continua. BANCHE Via libera alla norma che annulla i costi bancari sui prestiti. La Commissione ha approvato un emendamento del Pd secondo cui «sono nulle tutte le clausole comunque denominate che prevedono commissioni a favore delle banche a fronte della concessione di linee di credito, della loro messa a disposizione, del loro mantenimento in essere, del loro utilizzo anche in caso di sconfinamento in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido». MUTUI - «Per chi vorrà trasferire il proprio mutuo ad un'altra banca non sarà necessario più aspettare mesi e mesi» spiega la relatrice del decreto liberalizzazioni, Simona Vicari. Un suo emendamento, infatti, dà la possibilità ai consumatori di trasferire il proprio mutuo e rinegoziarlo con un'altra banca che offre migliori condizioni senza alcun addebito e perdite di tempo. La Vicari ha ricordato anche le altre misure già approvate che prevedono: la gratuità dei conti bancari per chi percepisce fino a 1.500 euro di pensione, il divieto per le banche di vendere polizze di cui sia contemporaneamente distributrice e beneficiaria e l'abrogazione di commissioni ai distributori di benzina per pagamenti con carta di credito fino a 100 euro. Si fa sentire il presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari: «Il governo non può chiedere alle banche di fare servizi gratuiti, si snatura la dimensione d'impresa bancaria» ha detto riferendosi ai due emendamenti sui costi di gestione dei conti correnti e delle commissioni per l'acquisto di carburante con moneta elettronica. FARMACIE - Regole più semplici, invece, per l'apertura di nuove farmacie. La riformulazione dell'articolo 11 al decreto liberalizzazioni, infatti, abolisce la «pianta organica» che determinava numero, sedi e zone per le aperture dei presìdi. Il criterio cui dovranno attenersi i Comuni sarà quello di una farmacia ogni 3.300 abitanti (con la possibilità di aprire una ulteriore farmacia se la popolazione eccedente supera il 50% del parametro), e il numero sarà aggiornato ogni due anni sulla base dei dati Istat sui residenti. Quanto alle nuove aperture in stazioni ferroviarie, aeroporti internazionali, grandi autogrill e centri commerciali (con superficie di vendita superiore a 10 mila metri quadrati), queste non potranno superare il 5% del totale delle sedi, comprese le nuove. Per accedere ai concorsi straordinari «per soli titoli», che dovranno essere conclusi entro 12 mesi dall'entrata in vigore del provvedimento, tutti i partecipanti dovranno essere «under 65» e non titolari di farmacia urbana, i titolari di parafarmacie avranno punteggio equiparato ai titolari di farmacie rurali (così come sono equiparati i dipendenti di farmacie tradizionali e parafarmacie), mentre gli «under 40» potranno concorrere per la gestione associata. Protestano i farmacisti: «Stiamo valutando con attenzione il testo - commenta la presidente di Federfarma Annarosa Racca - e ci sembra che dal punto di vista della sostenibilità il sistema venga messo in crisi: non si favorisce lo sviluppo del settore, si aprono diverse migliaia di nuove farmacie, si perdono alcune risorse strategiche, come i farmaci veterinari e i galenici». Soddisfatte invece le parafarmacie: «Finalmente è stata riconosciuta la nostra professionalità» spiega il presidente del Forum nazionale delle Parafarmacie, Giuseppe Scioscia. TAXI - Non sarà obbligatorio ma solamente preventivo il parere che l'Authority dei trasporti dovrà esprimere su offerta, tariffe e qualità del servizio delle auto bianche. Rispetto al primo testo dell'emendamento viene cancellata la parola «obbligatorio» riferita al parere che l'Autorità dovrà esprimere ai Comuni che avranno, soli, potere decisionale rispetto al servizio taxi nelle città.