«Banche fuori dall'accordo di Basilea per aiutare le imprese»

IlPdl mette nel mirino le agenzie di rating e gli accordi europei che impongono alle banche di rafforzare la loro posizione patrimoniale «costituendo un buffer di capitale eccezionale» entro giugno di quest'anno. Misura che, di fatto, blocca completamente la possibilità di finanziare le piccole imprese. E blocca la crescita. Le mozioni, che hanno come primi firmatari il capogruppo del Pdl a palazzo Madama Maurizio Gasparri, il suo vice Gaetano Quagliariello e il senatore Andrea Augello avranno l'appoggio probabilmente anche del centrosinistra e faranno parte del «pacchetto» di provvedimenti che Mario Monti presenterà al prossimo vertice europeo. La prima riguarda la difficoltà per le imprese di accedere al credito. Il Pdl propone «una decisa azione del Governo per rinviare la data dell'entrata in vigore delle disposizioni dell'Eba per le banche ad una fase diversa e meno drammatica per l'area dell'euro». Nella seconda, invece, si chiede di introdurre «nelle proposte di implementazione di Basilea III un moltiplicatore specifico per le Pmi, che consenta alle banche di ridurre il capitale da accantonare per erogare crediti al sistema della piccola e media impresa». «Si tratta di una iniziativa concreta – spiegano – per allontanare il rischio dello strangolamento del credito evocato dal Presidente della Bce, Draghi». Altro punto dolente per le aziende è la questione dei pagamenti da parte della Pubblica amministrazione. «Il Pdl propone di premiare le amministrazioni che riescono a velocizzare le procedure e di attuare i meccanismi di compensazione dei crediti a fronte delle somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo». In più viene proposto anche di introdurre misure che «consentano di compensare i crediti con obbligazioni di natura fiscale gravanti sul creditore». Infine l'ultima mozione mette sotto accusa le agenzie di rating. «Con la crisi dei subprime e dei derivati ed il fallimento della banca Lahman Brothers – scrive il Pdl – sono tornati in evidenza le criticità e gli errori che hanno caratterizzato l'azione delle tre principali società internazionali di rating». «La stessa composizione del capitale azionario delle tre principali società di rating – prosegue la mozione – che vede tra gli azionisti di riferimento soggetti in potenziale conflitto di interesse con l'obbligo di imparzialità e riservatezza che dovrebbe caratterizzare l'attività di queste società, è stata motivo di dibattito e di discussione sulla stampa specializzata, nel mondo politico e tra le associazioni di consumatori». Per questo il Pdl chiede di «considerare la possibilità di favorire l'inserimento nelle norme comunitarie di disposizioni che definiscano, per le agenzie di rating che operano sul territorio della Ue, l'incompatibilità tra l'attività di consulenza in favore di banche, fondi di investimento e/o altre società finanziarie e la valutazione del rating di soggetti pubblici».