Ora il problema dell'Italia è Vespa

L'impressione è che non ci saranno scrivanie, contratti da firmare, cartine da disegnare, risotti da cucinare, né plastici da commentare. Quando martedì sera Mario Monti entrerà nello studio di Porta a Porta, sarà rigorosamente vietato aspettarsi sorprese o colpi di scena. Il presidente del Consiglio sarà lì accompagnato dai ministri Corrado Passera e Elsa Fornero per illustrare i provvedimenti sulla crisi che verranno approvati lunedì. Punto. Non è il primo premier che fa il suo ingresso nel salotto televisivo di Bruno Vespa che non ha caso è stato ribattezzato la "Terza Camera". E probabilmente non sarà l'ultimo. In un Paese diverso dall'Italia l'argomento sarebbe stato inserito nella categoria "notizie da non commentare". Dopotutto basta guardarsi intorno per capire che i problemi sono ben altri. Invece no. Saranno i valori degli spread che scendono, saranno le Borse che crescono, fatto sta che il dibattito politico italiano ha smesso per un giorno di occuparsi di economia per affrontare una questione di vitale importanza: Monti da Vespa. Certo, magari il premier ha commesso la leggerezza di annunciare la sua apparizione televisiva con eccessivo anticipo. Ma poi ha corretto il tiro spiegando che lunedì compirà tutti i passi istituzionali necessari: Consiglio dei ministri, conferenza stampa con i media italiani, conferenza stampa con i media stranieri, discorso alla Camera (ore 16) e al Senato (18). Martedì, nel salotto di Vespa, cercherà semplicemente di parlare ancora agli italiani, di chiarire fino in fondo le misure prese. Dov'è il problema? Si tratta di interventi che cambieranno la vita di ogni cittadino, giusto fugare i dubbi. Ma un problema c'è. E nasce all'incirca 10 anni fa quando, a Porta a Porta, un signore di nome Silvio Berlusconi firmò, seduto ad una scrivania, il suo "contratto con gli italiani". Era l'8 maggio 2001 e quell'immagine è rimasta impressa nella memoria collettiva. Eccolo qua il problema. Vespa è troppo "berlusconiano" e nell'"epoca nuova" non sono ammessi scivoloni nel terreno preferito dal Cavaliere. Monti poteva scegliere meglio. «Provo una punta di delusione - commenta il deputato del Pd Gianclaudio Bressa - nel vedere che anche Monti scelga di andare nel palcoscenico prediletto del berlusconismo». Il «berlusconismo», insiste il responsabile comunicazione del Pdci Flavio Arzarello, sotto quest'aspetto «ha prodotto sfracelli...». Più duro il giudizio del finiano Enzo Raisi che si chiede come mai uno come Monti decida di andare da quel «pescivendolo» di Vespa a presentare i provvedimenti economici dell'esecutivo. «È davvero un grande errore», afferma. In ogni caso martedì sera Monti sarà da Vespa e ci saranno due spazi di approfondimento: il primo, di mezz'ora, in prima serata subito dopo il Tg1. Il secondo, alla solita ora di Porta a Porta dove il premier si confronterà con tre direttori di giornali. Praticamente scontato, vista la concomitanza, lo slittamento di Ballarò. E non ci sono dubbi: qualcuno è già pronto ad alzarsi per denunciare l'attentato alla libertà di informazione.