Foreign Policy incorona Boccassini

Epoi il premio Nobel Paul Krugman, il premier britannico David Cameron, Dilma Rousseff che ha preso il posto di Lula alla guida del Brasile. Sono alcuni dei 100 "thinkers" (letteralmente "pensatori") mondiali più influenti dell'anno che la rivista di politica estera americana Foreign Policy ha raccolto e classificato. I primi posti sono dedicati quasi totalmente ai protagonisti della Primavera araba, ma c'è anche un italiano. O meglio, un'italiana. E non una qualunque. Al 57° posto ecco infatti spuntare il magistrato milanese Ilda Boccassini. Sì, proprio lei, la "nemica" giurata dell'ex premier Silvio Berlusconi. Proprio questo è il motivo che ha spinto la rivista ad inserire "Ilda la rossa" in classifica. Se infatti dopo quasi 20 anni il Cavaliere ha lasciato la guida del nostro Paese, è in gran parte merito della donna che, si legge nella motivazione, «ha messo sotto processo l'intero sistema corrotto del berlusconismo». L'ex primo ministro è indicato come «simbolo vivente del tracollo avuto quest'anno dai paesi del Mediterraneo», capace di far diventare l'Italia «uno zimbello mondiale». Secondo Foreign Policy Boccassini, ha tentato di fermare Berlusconi sin dai primi anni Novanta e «sembra esserci riuscita quest'anno». Onore al merito, quindi.