La crisi colpisce anche Christie's

Uncapolavoro in bronzo di Edgard Degas, la più famosa tra le sculture raffiguranti una ballerina adolescente, due importanti dipinti di Pablo Picasso e un celebrato quadro di Henri Matisse, che erano i pezzi più importanti dell'asta serale di martedì, sono rimasti invenduti. Solo 51 degli 82 lotti proposti sono stati aggiudicati, pari ad una percentuale di venduto del 62%, una delle quote più basse degli ultimi vent'anni, probabile effetto dei riflessi anche sui collezionisti delle tensioni che si registrano sui mercati internazionali ed in particolare sulla stabilità dell'euro. L'asta di Christie's ha incassato complessivamente 140,7 milioni di dollari, contro una stima che oscillava tra 211 e 304 milioni. «Petite danseuse de quatorze ans» di Degas, che rappresenta il culmine della scultura dell'artista francese eseguita tra il 1879 e il 1881, era stata presentata da mesi come l'«highlights» dell'evening sale di arte impressionista e moderna di Christie's. Il bronzo, presentato nel Rockefeller Center affollato di collezionisti e galleristi di tutto il mondo, ha toccato al massimo un'offerta di 18,5 milioni di dollari, contro una stima di 25-35 milioni di dollari, costringendo la casa d'aste a ritirare il lotto. Due dipinti di Picasso, anch'essi tra i pilastri della vendita, hanno sofferto lo stesso infausto destino. Le tele intitolate «Femme endormie» e «Tete de femme au chapeau mauve», entrambe stimate tra 12 e 18 milioni di dollari, non hanno trovato compratori disposti a spendere queste cifre. Altri flop si sono registrati per i quadri «La robe violette» di Henri Matisse, che era stimato 4-6 milioni di dollari, «La Lecon» di Pierre-Auguste Renoir (5-7 milioni) e il bronzo «Femme de Venise» di Alberto Giacometti (10-15 milioni).