La presidente di Confindustria Emma Marcegaglia è tornata a chiedere a Berlusconi di scrivere in fretta il Decreto sviluppo.

Maper il momento del futuro decreto c'è poco o nulla. Molte proposte ma ancora tutte ferme perché c'è bisogno di un vertice tra i ministri e soprattutto con Giulio Tremonti. E secondo molte voci nel Pdl il ministro dell'economia, poco soddisfatto della nomina di Ignazio Visco alla poltrona di Governatore della Banca d'Italia, potrebbe accentuare ancora di più la sua chiusura sulle proposte degli altri colleghi. Berlusconi però deve partecipare domani al vertice di Bruxelles con la Merkel e Sarkozy e ha bisogno di portare qualcosa alla Ue che insiste nel chiedere provvedimenti urgenti, e credibili, per la crescita. Per questo il Cavaliere, riferisce chi ha avuto modo di sentirlo, vorrebbe arrivare a mettere nero su bianco almeno alcuni provvedimenti entro stasera. Anche se, al momento, è il ragionamento di Berlusconi, manca ancora quell'idea forte che potrebbe dare una scossa all'economia italiana. Il punto fermo, per il Cav, resta comunque quello di non andare a incidere sul sociale, in un momento come questo con le famiglie in crisi. Ma il problema vero è sempre lo stesso, dove trovare i soldi. Perché l'ipotesi del concordato fiscale resta un'ipotesi non facilissima da portare avanti. Anche per i vincoli posti dalla Ue. Dunque tutto fermo. Al Dl Sviluppo si tornerà a lavorare da lunedì ma la sensazione è che prima della fine del mese non si vedrà nulla. La novità potrebbe essere quella di arrivare non ad un decreto unico ma ad un pacchetto di provvedimenti. «In questo modo – spiega il capogruppo di Popolo e Territorio alla Camera Silvano Moffa – abbiamo la possibilità di incidere in maniera più organica in diversi settori». L'ultima proposta l'ha lanciata ieri il presidente della Coldiretti, Sergio Marini: «Lo Stato è proprietario in Italia di 338mila ettari di terreni agricoli, gestiti attraverso amministrazioni ed enti pubblici, per un valore stimato di oltre 6 miliardi di euro, che potrebbero essere venduti agli agricoltori per sostenere le misure necessarie al Decreto sviluppo». Un'idea che ha avuto l'appoggio anche del ministro Paolo Romani che ha promesso di parlarne al Cav. Pa. Zap.