G8, Verdini e Fusi prosciolti da abuso d'ufficio

Erano stati additati di rappresentare la «cricca» negli appalti per la ricostruzione post terremoto, in quello che è diventato ben presto il cantiere più grande d'Europa, ma oggi il giudice dell'udienza preliminare del Tribunale dell'Aquila, Giuseppe Romano Gargarella, ha prosciolto, perchè il fatto non sussiste, il deputato e coordinatore del Popolo della Libertà Denis Verdini, e l'imprenditore Riccardo Fusi, presidente dimissionario della Btp. Il Gup ha ribaltato l'ipotesi di accusa di tentativo di abuso d'ufficio formulata dopo mesi di indagini dalla Procura distrettuale antimafia dell'Aquila, rappresentata in aula dal pm Stefano Gallo; alle indagini ha partecipato anche il sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia Olga Capasso, distaccata all'Aquila per rinforzare le attività di contrasto alle infiltrazioni mafiose nella ricostruzione. Non è ancora ufficiale l'impugnazione della sentenza da parte dei pm antimafia dell'Aquila. Verdini e Fusi erano accusati nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per il G8 dell'Aquila e per la ricostruzione post-terremoto, una costola di quella della procura di Firenze sul G8 della Maddalena e sui grandi eventi che portò all'arresto dell'ex presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, Angelo Balducci, e a indagare l'ex capo della Protezione civile nazionale, Guido Bertolaso. Secondo l'accusa Verdini, attraverso le sue influenti amicizie politiche romane, avrebbe favorito il Consorzio «Federico II», nato ad hoc dopo il sisma del 6 aprile 2009, nel quale era presente lo stesso Fusi e tre imprenditori aquilani, per aggiudicarsi appalti per la ricostruzione post-sisma. Fusi, fiorentino come Verdini, era stato coinvolto anche per la sua datata amicizia con il parlamentare del Pdl. La posizione dell'unico imprenditore aquilano indagato, Ettore Barattelli, presidente del 'Federico IÌ sul quale si erano concentrate le indagini, era stata archiviata su richiesta della stessa procura prima dell'udienza preliminare. Lo scorso 2 agosto, inoltre, la Camera dei deputati aveva negato l'autorizzazione all'utilizzo delle intercettazioni nei confronti di Verdini, richiesto dal Gup. «Siamo molto soddisfatti del fatto che questo giudice abbia riconosciuto che Riccardo Fusi sia totalmente estraneo ai fatti che gli sono stati addebitati e che le ipotesi di reato sono completamente infondate», ha spiegato l'avvocato Alessandro Traversi, difensore di Fusi, all'Aquila rappresentato dalla collega Sara Gennai. Secondo il legale di Verdini, Marco Rocchi, «quando si va di fronte ad un giudice si arriva poi alla soluzione di tutto perchè ha letto le carte ed ha tirato le conseguenze naturali». «Non è che ci ha regalato nulla - ha aggiunto - o ha fatto un'interpretazione forzata di norme processuali. Il fatto non sussiste perchè il reato che veniva contestato era assolutamente carente dei presupposti normativi».