Calderoli: niente ferie, tutti al campus

Andare in vacanza in tempi di crisi e con la speculazione che incombe? Per i parlamentari potrebbe diventare difficile. Dopo l'esempio del Presidente della Repubblica che ha deciso di tagliarsi lo stipendio, anche il governo, a due giorni dalla chiusura delle Camere, inizia a interrogarsi su come stringere la cinghia e su come cominciare a studiare sul serio un nuovo patto per la crescita. L'idea è quella di un «campus estivo» per i parlamentari al posto delle agognate ferie lanciata ieri dal ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli. Niente tagli a benefit e stipendi ma il sacrificio di rinunciare alle vacanze per elaborare un programma di lavoro per l'autunno. «Davanti a una crisi come quella che stiamo affrontando - ha spiegato il ministro - credo che la politica non abbia il diritto di andare in ferie e che non lo abbiano neppure le associazioni imprenditoriali, le forze sindacali e le parti sociali. Quindi propongo che in agosto tutti cancellino le vacanze e ci si trovi insieme per un campus per lo sviluppo economico da cui far emergere un programma di lavoro per l'autunno». Dunque un invito trasversale, rivolto anche alle parti sociali e alle associazioni imprenditoriali per tentare di far fronte a questa crisi che sta travolgendo l'Italia. «Ne ho parlato con il ministro Tremonti - ha annunciato Calderoli - Mi ha detto che è d'accordo. Io sono pronto e sono aperto a qualsiasi proposta per la scelta della località da parte delle forze sociali che vogliono lavorare con noi a questo cantiere estivo». Pronta la risposta dei sindacati: «Non ci sottrarremo al confronto, deve però essere chiaro che si deve partire dal cambiare la manovra perché è iniqua e impedisce la crescita e lo sviluppo». Così il segretario generale della Cgil Susanna Camusso accetta la proposta del ministro sollevando però un ulteriore polverone. «È un tavolo in cui tutti, con le proprie idee, portano una soluzione per il problema del Paese - replica stizzito Calderoli - Quando uno dice "sì ma la manovra deve essere cambiata" mette dei paletti che non recepiscono il mio appello. Può darsi che tra le tante proposte che arriveranno si debba cambiare la manovra, ma lo decideremo insieme. Sennò la Cgil può anche andare in vacanza». Fatto sta che per tutti, maggioranza, opposizione e parti sociali, l'argomento «crisi» è una questione che scotta e che non può essere rimandata a settembre, come sottolineato anche dai leader di Pd e Udc Bersani e Casini. Appelli che coincidono con la richiesta di un confronto sulla crisi in Parlamento. «Il governo - ha annunciato il ministro dello Sviluppo Romani - deciderà questa sera se tenere prima della pausa estiva un dibattito in Parlamento sulla crisi». Parole che arrivano proprio dopo la proposta del collega Calderoli sul campus estivo allargato e sul quale Romani si è detto d'accordo: «Se si vuole passare la pausa estiva a fare il campus io sono a disposizione».