Speculazione scatenata sui titoli di Stato

La speculazione si scatena sui titoli di Stato. Il premio di rendimento pagato dai Btp decennali italiani rispetto al corrispettivo bund tedesco è schizzato al massimo storico. Contemporaneamente nonostante la tensione sul mercato obbligazionario le aste su Bot e Ctz si sono chiuse in modo positivo. I bond a breve termine hanno registrato un buon interesse da parte del mercato, totalizzando richieste per oltre 18 miliardi a fronte dei 10,5 miliardi offerti. Il Bot semestrale si è posizionato a ridosso della soglia del 2% e il Ctz oltre il 3% e ai massimi dal dicembre 2008. La forbice tra i Btp e il bund si è allargata a 223 punti base, segnando un nuovo massimo storico dall'introduzione dell'euro nel 1999, e guadagnando ben nove punti rispetto al record di venerdì scorso. Solo nel pomeriggio il differenziale di rendimento è sceso intorno ai 210 punti, in seguito «a un flusso di acquisti da parte di investitori istituzionali domestici», ha spiegato un operatore di Piazza Affari. È l'effetto del perdurare della crisi greca che tende a ripercuotersi sulle emissioni di tutti i Paesi ritenuti più esposti sui conti pubblici, quindi anche l'Italia a causa del debito pubblico elevato. All'opposto vengono premiati i bond degli Stati giudicati più affidabili, come la Germania che fa da riferimento alle emissioni dell'Unione valutaria. Così i rendimenti sui bund decennali sono arrivati ad attenuarsi fino al 2,84%, mentre sui Btp hanno superato il 5% per la prima volta da inizio marzo. In questo modo lo spread Btp-bund è arrivato a segnare brevemente i 221 punti base. Il che significa che per trovare aquirenti disposti ad assumersene il rischio i bond italiani dovevano offrire un rendimento di 2,21 punti percentuali superiore ai tedeschi. Il presidente della Confindustria Emma Marcegaglia ha ricordato che «ogni cento punti base a regime si traduce in 16 miliardi in più di deficit». Poi l'allarme: «l'Italia non è in pericolo ma, se rimanesse l'attuale situazione di grossa turbolenza, ne risentirebbe». Il rialzo dei rendimenti e contemporaneamente l'allargarsi dello spread segnala come il mercato voglia veder chiaro anche sulle misure che saranno adottate in Italia e quindi sull'articolazione e l'entità della manovra economica. Non solo. Il mercato oltre al «rischio-Grecia» sta tenendo conto della possibilità ventilata da Moody's di un abbassamento del rating a lungo termine della Repubblica Italiana e, a cascata, delle principali partecipate del Tesoro e degli istituti bancari. Intanto, tengono le Borse del Vecchio Continente in attesa dell'esito del voto del parlamento ellenico sulle ulteriori misure di austerità, previsto per domani. Milano ha chiuso in rialzo dello 0,75%, Londra dello 0,43%, Parigi dello 0,31%, mentre Francoforte ha archiviato la seduta in calo dello 0,19%. I timori restano alti perchè tutti pensano che ci sarà probabilmente un default della Grecia. Da Madrid il ministro dell'economia spagnolo, Elena Salgado, ha sottolineato che sono proprio l'Italia e la Spagna «a soffrire di più le tensioni» sui mercati per la situazione della Grecia.