Napolitano sulle tragedie in mare: "Reagire moralmente e politicamente"

Di fronte a tragedie orribili come quella dei duecento migranti partiti dalla Libia e inghiottiti dal mare davanti a Sfax, c'è «una soglia che non può e non deve essere varcata»: l'indifferenza. Lo afferma con forza il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che vede una negazione dello spirito stesso della civiltà e della democrazia nell'assuefazione a drammi che non possono essere vissuti come pura fatalità Lo scrittore Claudio Magris, sabato, sul Corriere della Sera, ha segnalato con amarezza il fatto che il ripetersi di questi naufragi induce all'indifferenza e all'invitabile assuefazione. È vero, gli ha risposto Napolitano, con una lettera che sarà pubblicata domani dal quotidiano di via Solferino, ma non ci può essere «assuefazione» e tantomeno inerzia politica. Non è una questione di sentimenti. Di fronte a queste cose, occorre «reagire moralmente e politicamente». Il capo dello Stato indica un doppio versante: quello della difesa dei diritti e della legalità, che richiede interventi per stroncare il traffico di esseri umani, che non è un'attività economica, ma «un crimine»; quello della risposta politica, che deve spingere a fare il massimo per «prevenire» questi viaggi che, sottolinea Napolitano, eufemisticamente sono chiamati «della speranza» e invece più verosimilmente sono «di morte». La prevenzione si può fare con adeguate politiche di accoglienza, ricorda Napolitano, che nel 1998 fu autore della prima legge per la regolazione dei flussi. Oggi dice: occorre prevenire questi viaggi della morte e, nei paesi come il nostro, «aprirsi all'accoglienza» regolandola. Per Napolitano, «è questo il dovere delle nazioni civili e della comunità europea e internazionale, è questo il dovere della democrazia». «Lei ha spiegato con crudezza - scrive il Presidente Napolitano a Claudio Magris - come miseria della condizione umana l'acconciarsi a convivere con quella che diviene orribile 'cronaca consuetà. Ma se in qualche modo è istintiva l'assuefazione, è fatale anche che essa induca all'indifferenza? A me pare sia questa la soglia che non può e non deve essere varcata. Se è vero, come lei dice, che la democrazia è tale in quanto sappia 'mettersi nella pelle degli altri, pure in quella di quei naufraghi in fondo al marè, occorre allora scongiurare il rischio di ogni scivolamento nell'indifferenza, occorre reagire con forza, moralmente e politicamente, all'indifferenza: oggi, e in concreto, rispetto all'odissea dei profughi africani in Libia, o di quella parte di essi che cerca di raggiungere le coste siciliane come porta della ricca - e accogliente? - Europa». Napolitano ha lanciato anche un nuovo appello alla fiducia. «In questi giorni abbiamo ricevuto testimonianze di amicizia e rispetto da tutto il mondo e questo deve incitarci a essere più uniti e più operosi per garantire un futuro degno della nostra storia all'Italia e a tutti gli italiani», ha detto salutando la folla immensa (ventimila visitatori) che ha invaso i Giardini dei Quirinale senza farsi scoraggiare dalla pioggia.