È Gerry Scotti l'anti-Santoro

Il verdetto è di quelli che non lasciano scampo, senza speranze nemmeno in Cassazione: sono sempre più quelli che, facendo zapping il giovedì sera tra «Annozero» su Raidue e «Lo Show dei record» di Canale 5, alla fine scelgono la trasmissione di Gerry Scotti. Tra il tele-predicatore e il tele-intrattenitore meglio il secondo. Almeno sorride. L'altra sera «Lo Show dei record» con Jerry Scotti, in prima serata su Canale 5, è stato seguito da 5.254.000 telespettatori totalizzando il 22,70 per cento di share. Su Rai2 Annozero ha ottenuto un ascolto di 4.739.000 spettatori con il 19,03 per cento. Per la cronaca diremo che «Un medico in famiglia» su Rai1 è stato seguito da 4.652.000 spettatori con il 17,68. Il fatto che la trasmissione di Santoro debba cedere il passo a quella di Scotti è ormai una tradizione: la scorsa settimana lo show ha fatto il 21,86 per cento di share contro 19,37 di Annozero. E sul collo di Santoro soffiava sempre Giulio Scarpati, il «Medico in famiglia» con il 17,71. La settimana precedente Scotti batteva Santoro 23,6 contro 20,1. La trasmissione di Scotti è semplice, ci sono: l'uomo più basso del mondo, l'uomo più alto del mondo. Poi c'è l'uomo più grasso del mondo, quello completamente coperto di piercing e tatuaggi. Ci sono anche gli «uomini più forti del mondo» che, a turno, danno spettacolo: uno spezza con un pugno un lastrone di cemento, un altro trascina un carro peno di persone. La trasmissione di Scotti è un «circo» e lui, il gioviale presentatore lombardo, è il più gentile dei domatori. Non prende in giro nessuno, sorride a tutti, al massimo fa qualche battutina ingenua. La sera il pubblico si scalda i muscoli con lo zapping tra un canale e l'altro: qualche tempo fa la trasmissione di Santoro ne catturava la maggior parte. Questo non accade più. Se il meccanismo dello «Show» segue schemi chiari ed elementari, uno spettacolo dal sapore quasi medievale, quello di Annozero è un po' più complesso. C'è un'arena: perché quella dove si confrontano Travaglio, con, a turno, persone che la pensano in modo diverso, tale è. Un'arena. In alto il pubblico, al centro, davanti ad una sorta di altare elettronico, c'è lui, l'arbitro-cerimoniere della serata: Michele Santoro. Nella trasmissione Santoro fa un po' il moderatore, ma un po' è anche di parte. Travaglio invece ha sempre una posizione precisa: ci spiega cosa è vero e cosa è falso, ci dice cosa è giusto e cosa è sbagliato e anche chi è giusto e chi sbaglia. Vedi il caso Ciancimino. Tutto porta sempre alla stessa conclusione: in Italia tutto va male, dal lavoro alla giustizia, dalla sanità alla scuola, perché c'è qualcuno che fa andare tutto male. Quel qualcuno è sempre la stessa persona e si chiama Silvio Berlusconi. E tanta sbandierata sicurezza fa anche capire che la gente «per bene» sarebbe anche un po' scocciata che questa cosetta semplice semplice non l'hanno ancora capita tutti. Insomma anni fa c'era chi ci raccontava che l'Italia andava male perché c'erano Fanfani, poi Andreotti. Poi Craxi... Fanfani, l'unico vero, grande riformatore di questo Paese, se n'è andato da più di dieci anni. Craxi pure è morto. Andreotti si gode la meritata pensione. Ma le cose non sono migliorate... anzi. E qui entra im gioco «Lo Show dei record». Il pubblico si risente dire che le cose vanno male per colpa di un «mostro». Ma allora è meglio guardare i «mostri» di Scotti. Almeno loro di male non ne fanno.