È lite sul biotestamento

Biotestamento, che fare? Una legge va fatta, per evitare che questioni del genere siano lasciati alle sentenze. È questa la posizione del Pdl, ma anche di esponenti del mondo cattolico come Marco Tarquinio, direttore di Avvenire. Convinzioni che sono state ribadite il giorno dopo la decisione di far slittare di un mese il voto alla Camera sul ddl sul biotestamento. La pausa di riflessione dà la stura all'opposizione che non ha mai gradito il decreto legge: il testo non è condiviso nemmeno all'interno della maggioranza, sottolinea il segretario del Pd Bersani e Fioroni lo boccia senza riserve: è una brutta legge «pasticciata e contraddittoria: meglio nessuna legge che una brutta legge». Secondo l'ex ministro dell'Istruzione la legge apre all'eutanasia «passiva», dunque è necessario correggerla. Un lungo intervento di Walter Veltroni sul Foglio di oggi analizza nel testo un aspetto contraddittorio «perché dice al cittadino fà pure testamento, ma sappi che non sarà vincolante e che su due punti cruciali come l'idratazione e la nutrizione artificiale di persone in stato vegetativo, la tua volontà non può essere ascoltata». È un nodo cruciale, una questione delicata e intima che riguarda «il personalissimo incontro di ciasscuno di noi con la morte» e che in un clima di aspro contrasto tra i due schieramenti politici «l'uno con l'altro armati» non può essere risolta con una buona legge. «Su questo - spiega l'esponente del Pd - concordo con Giuliano Ferrara. Su un tema così sensibile come l'attraversamento di quella zona grigia nella quale la vita scivola via, secondo tempi e modi sempre diversi e mai davvero programmabili, è meglio nessuna legge che una cattiva legge». Insomma è guerra di posizione tra maggioranza e opposizione sul tema del fine vita. Un confronto affidato anche ai numeri degli schieramenti che si fronteggiano, con gli esponenti dell'Udc che però voterebbero con la maggioranza. È slittato pure il termine per la presentazione degli emendamenti, fino a 24 ore prima del voto, mentre le questioni pregiudiziali si voteranno lunedì prossimo. E se il vicepresidente dei senatori Pdl, Quagliariello, afferma che «una legge va fatta ad ogni costo» per «evitare l'eutanasia di Stato», il Fli ribadisce che è preferibile una «soft law» che dica con chiarezza il no all'eutanasia e all'accanimento terapeutico, e per il resto istituisca una sorta di riserva deontologica rimandando al rapporto tra i pazienti, i loro familiari e fiduciari e i medici. A chiudere l'autorevole voce del direttore di Avvenire, Marco Tarquini: una legge sulla fine della vita va fatta, perché‚ ci sono state delle sentenze della magistratura che hanno creato dei precedenti giuridici.