La sferzata di Silvio per la crescita «Con le misure il Pil salirà dell'1,5%»

.Il disegno di legge costituzionale, proponendo la modifica degli articoli 41, 97 e 118 della Costituzione, darà una sferzata all'economia. L'impatto sarà una crescita del pil pari all'1,5%. «Crediamo che sia il minimo ma tendiamo a migliorarlo» ha detto Berlusconi che ha illustrato il pacchetto di misure schierando il governo al gran completo in una affollatissima conferenza stampa. «È un grande lavoro che necessita del concorso di tutti i ministri e anche delle forze sociali e degli imprenditori» e ha spiegato che a breve convocherà anche i sindacati. «Ormai ho raggiunto tutti i traguardi - ha scherzato il premier - sono un ricco signore che può passare la vita a fare ospedali per i bambini nel mondo, come ho sempre desiderato, ma sto facendo un servizio al Paese, con tanti sacrifici». Ha ammesso che, essendo a costo zero, «alcuni provvedimenti potevano essere fatti prima, ma tutta la nostra attenzione - ha aggiunto - è stata tesa a evitare sprechi e spese ereditati dal passato». Poi una stoccata a Bersani che da ministro «con le sue lenzuolate non ha prodotto alcun effetto perchè andava in direzione del centralismo». Berlusconi ha rivendicato il «grande merito di aver proposto una legge di stabilità che ha consentito di non subire l'attacco alla diligenza» e di non aumentare il debito pubblico. Questo continua ad essere elevato ma «gli italiani sono ricchi». Il premier ha ricordato che è riuscito a far passare in sede europea «il principio che per valutare la situazione del Paese non ci si deve limitare al debito pubblico ma va tenuto in considerazione anche il risaprmio e la finanza privata». E questo «ci porta ad essere il secondo stato in Europa come solidità dopo la Germania». I punti del pacchetto sono quelli del rilancio anche per il Sud e per il piano casa, mentre non va in porto il ddl concorrenza, che tra l'altro prevedeva la riforma della rete dei carburanti per la quale i benzinai minacciano lo sciopero. Tutte misure a costo zero, come ha fermamente chiesto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, a tutti i suoi colleghi che hanno vissuto il diktat con malumore. Risultato: per ulteriori approfondimenti sarebbe stato rinviato l'esame del ddl concorrenza. Arriva dunque il rilancio, dice Berlusconi, dopo la fase di rigore che è stata «apprezzata dalle istituzioni internazionali e dalle agenzie di rating» e ribadisce che resta «condizione essenziale la stabilità di governo» per mantenere questa credibilità a livello internazionale. Giulio Tremonti, prima di lasciare la conferenza stampa per il suo viaggio in seconda classe verso il Sud, con i leader della Cisl Raffaele Bonanni e della Uil Luigi Angeletti, sottolinea che l'Italia «arriverà all'appuntamento europeo con le carte in regola, il resto sono solo polemiche». Parla di «esperti e scienziati» che animano il dibattito interno e sottolinea che il Paese deve guardare al «sostegno di enti internazionali come Fmi, Ocse e Commissione europea, le sedi che contano». Critiche dall'opposizione. Bersani fa notare che «per dare una scossa all'economia serve «una manovra economica, una manovra fiscale e un certo numero di riforme per la crescita». Anche per la Cgil si tratta solo di «annunci».