E i primi sondaggi sorridono a Berlusconi

Almenocosì sostiene l'ultimo sondaggio di Nicola Piepoli diffuso dal quotidiano online Affariitaliani.it (realizzato con metodologia C.A.T.I., 500 interviste per quanto riguarda la fiducia, 1.000 per le intenzioni di voto dei partiti). La rilevazione è stata effettuata lunedì ed è la prima dopo l'esplosione della vicenda che ha coinvolto il Cavaliere. Ebbene, secondo Piepoli, il gradimento degli elettori resta stabile attorno al 50%. Lo stesso valore di due e tre settimane fa. Il governo nel suo complesso guadagna addirittura un punto nell'ultima settimana mentre Gianfranco Fini resta fermo al 22% e Pier Luigi Bersani passa dal 30 al 32%. «Quello di Silvio Berlusconi è un caso eccezionale - spiega il sondaggista ad Affariitaliani -. Dopo tutto quello che è uscito in questi giorni altri leader politici avrebbero subito un calo in termini di fiducia. Bravo, davvero bravo il Cavaliere». Secondo Piepoli poi, anche le intenzioni di voto restano sostanzialmente stabili. Dopo il «Ruby-gate» il Popolo della Libertà è ancora al 31,5% mentre la Lega Nord è ferma al 10,5%. Insieme, i due partiti della maggioranza arrivano al 42% quota sufficiente per vincere le elezioni. Soprattutto se Terzo Polo e sinistra andranno ognuno per conto suo. Da un lato, infatti, Futuro e Libertà è al 3% con l'Udc di Pier Ferdinando Casini che, da due settimane, resta fermo al 6,5%. Dall'altro il Partito Democratico è «immobile» al 25% mentre l'Italia dei Valori è al 5,5%, battuta da Sinistra Ecologia Libertà di Nichi Vendola al 6,5%. Altre formazioni di Centrosinistra sono stabili al 3%. E il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo non va oltre il 2%. Sulla stessa lunghezza d'onda Nando Pagnoncelli (Ipsos) che durante la puntata di Ballarò di ieri sera ha presentato dati raccolti lunedì. Ebbene, secondo il sondaggista, «queste vicende difficilmente influenzano gli orientamenti di voto». Al punto che il 50% degli italiani ritiene il Ruby-gate «ininfluente» se non addirittura un «boomerang» per chi lo cavalcherà. Non solo, ma la fiducia nei confronti del premier subisce una flessione minima (1-1,5 punti percentuali) mentre batte Vendola (17% contro 11%) nella classifica dei leader preferiti per ricoprire la carica di presidente del Consiglio. Insomma, fossero questi i numeri, il Cavaliere non avrebbe alcun problema né a proseguire la sua azione, né ad affrontare le urne. E, non a caso, parlando alla Camera con gli esponenti del Pdl che fanno parte della commissione Giustizia e della Giunta per le Autorizzazioni, ostenta sicurezza e cita i sondaggi di Euromedia Research (in realtà si tratterebbe di rilevazioni effettuate una settimana fa ndr) che darebbero il Pdl al 32,3% mentre il gradimento nei suoi confronti sarebbe al 52,3%. E pure Renato Mannheimer, sul Corriere della Sera, si spinge a dire che «sul piano delle intenzioni di voto al momento non si registra una variazione sostanziale dei dati. D'altronde, anche in passato gli scandali femminili non hanno intaccato più di tanto i consensi di Berlusconi». Per il quotidiano di via Solferino i numeri «danno una situazione cristallizzata, con il Pdl attestato oltre il 30%, la Lega di alcuni punti sopra "quota 10", il Terzo Polo intorno al 12% e il Pd al 25%». Forse è presto per cantare vittoria. Un quadro più preciso potrebbe arrivare nei prossimi giorni. Ma l'impressione è che anche stavolta il Cavaliere potrebbe essere ad un passo dall'ennesima vittoria. Nic. Imb.