Secondo un sondaggio Ipsos del 21 settembre 2010, Giorgio Napolitano (con un indice di gradimento dell'82 per cento) era «il leader politico più amato dagli italiani»

Evidentemente,qualcosa è cambiato. Almeno a leggere i commenti apparsi ieri sul sito del Corriere della Sera in calce a un articolo sulla Fiat che riportava l'invito del Capo dello Stato a «un dialogo più costruttivo sulle relazioni industriali». «Ferrovecchio politico», «trombone», «vecchio rottame». Gli epiteti riservati al presidente della Repubblica sono durissimi. Tra i commentatori più accaniti, uno che si firma "Grisly", che non deve aver gradito il discorso di fine anno di Napolitano: «Ma è mai possibile che tutti gli anni a Capodanno ci dobbiamo sorbire il pistolotto paludato di trombonismo istituzionale, pieno della solita stucchevole e stomachevole retorica, dei soliti luoghi comuni, "politically correct" pronunciato da questo ferrovecchio di politico formatosi alla scuola criminale del Pci e causa prima dell'enorme debito pubblico del paese che verrà lasciato in eredità a quei giovani che questo vecchio rottame insieme ai suoi compagni ha così doviziosamente contribuito a creare? Ma ci faccia il piacere!», scrive. Più moderato "Libirnicus", secondo cui però quelle di Napolitano sono «trite e ritrite raccomandazioni al dialogo che non servono assolutamente a niente e che non lo faranno ricordare come uno dei Presidenti con maggior personalità e carisma». "Aquila grigia" rincara la dose: «Un consiglio al vecchio funzionario del Pci eletto da una risicata maggioranza al Quirinale: faccia bene il suo mestiere e lasci imprenditori e sindacati a fare il loro». Un altro commentatore, anonimo, a quanto pare non è convinto dell'imparzialità del presidente: «Napolitano non è altro che un vecchio arnese comunista della peggior specie. Vederlo mi fa ricordare i Soviet, Stalin e i Gulag. Si ravveda e si scusi, poi se ne vada», attacca. A non esser stato gradito - evidentemente - l'appello al dialogo tra Fiat e sindacati: «Da ex comunista militante non poteva far mancare il suo aiuto a Cgil e Fiom», «Napolitano è cresciuto nella cultura economica dei piani quinquennali». Queste le accuse. Naturalmente, tra i commentatori dell'articolo, c'è anche chi difende il presidente. Solo che a metà pomeriggio la situazione si fa talmente imbarazzante che la redazione del Corriere.it, decide prima di bloccare la possibilità di commentare il testo e poi di lasciare in pagina solo l'articolo, cancellando tutti i commenti (positivi e negativi) fino ad allora pubblicati. «Si è trattato di un errore tecnico. Questi messaggi non sono stati bloccati dai normali filtri di moderazione. Appena ce ne siamo resi conto li abbiamo rimossi», spiegano dalla redazione. Solo che ormai il "velo" è stracciato.