Manovra, Berlusconi: "Se il governo va sotto andiamo tutti a casa"

"La scelta di porre la fiducia sulla manovra finanziaria è stata un atto di coraggio del governo. Se il Parlamento non la approverà andremo a casa". Lo dichiara il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nell'intervista rilasciata a Giovanni Toti, direttore di Studio aperto, il telegiornale di Italia1. Il premier rileva che "gli ultimi dati economici confermano la validità della linea del linea governo in questa fase difficile" e spiega che "la ripresa è in corso, sarà tanto più salda quanto più collegata a una politica di rigore nei conti pubblici. Ma i saldi dovranno restare invariati". L'ULTIMATUM AL PDL "Ho fondato il Popolo della Libertà per mettere insieme tutti i partiti del centrodestra, tutti gli italiani che non si riconoscono nella sinistra". Così il premier intervistato a Studio Aperto. "L'ho fatto anche per cambiare la politica italiana e per modernizzarla. Gli italiani hanno capito, visto che abbiamo vinto tutte  le elezioni a cui il nostro movimento ha partecipato dalla sua fondazione. Gli ultimissimi sondaggi danno il gradimento del presidente del Consiglio al 63%, un record in Europa e in tutti i Paesi democratici". Secondo Berlusconi: "il popolo dei moderati resta convinto che la linea intrapresa è stata quella giusta. C'è poi una regola aurea della democrazia che vale per tutti: in  un partito ci si confronta e si discute, ma nel momento delle decisioni vince il principio della maggioranza. Soprattutto quando questa maggioranza porta avanti con coerenza gli impegni assunti con gli elettori in campagna elettorale. Questa è la nuova moralità che abbiamo portato nella politica, quella di rispettare gli impegni assunti. Quindi, ho in mente semplicemente di continuare a governare con passione, con determinazione, con slancio per rispettare questi impegni e chi, nel Pdl, dovesse dissentire dovrebbe prendere atto di non essere più in sintonia con i nostri elettori". INTERCETTAZIONI La legge proposta dal centrosinistra, ha ricordato Berlusconi, "stabiliva il divieto di pubblicazione di tutti gli atti fino alla conclusione delle indagini, sanzioni per i giornalisti e pubblici ufficiali colpevoli della fuga di notizie e anche un tetto massimo di novanta  giorni per le intercettazioni". TERREMOTO IN ABRUZZO "Noi abbiamo fatto un intervento immediato dopo il terremoto ed è stato efficacissimo, ora la ricostruzione spetta alle autorita' locali". Così il presidente del Consiglio Sivlio Berlusconi ha commentato, in un'intervista a Studio Aperto, le proteste sulla ricostruzione  dopo il terremoto all'Aquila. "Il governo deve dare i finanziamenti, cosa che è stata fatta", ha assicurato, i fondi sono "a  disposizione del Comune dell'Aquila e della Regione e sono  questi enti a doverli trasformare in realizzazioni concrete".