"La manovra prima di tutto" Ma è pioggia di emendamenti

La manovra domini l'agenda delle Camere. Giorgio Napolitano usa i toni pacati e meditati di sempre, ma il messaggio è più chiaro che mai: «Tutte le forze politiche e sociali e tutte le componenti istituzionali si concentrino su una discussione più seria ed aperta attorno ai termini della manovra finanziaria affidata al decreto legge da convertire entro la fine di luglio». Per il Capo dello Stato c'è poco tempo, «vanno lasciate da parte le altre materie che acuiscono le tensioni politiche». Concentrarsi sui provvedimenti anticrisi «significa esprimere il senso di una comune responsabilità nazionale nell'attuale grave momento». Il presidente della Repubblica, che già era intervenuto sulla manovra auspicando provvedimenti equi e condivisi, stavolta alza l'asticella. «Oltre al concreto raggiungimento del consolidamento dei bilanci pubblici» non si può non pensare al «contestuale rilancio della crescita economica». Il Capo dello Stato pensa anche all'Europa: ogni Paese dovrà dare il proprio apporto alla crescita dell'Unione e non pensare solo al proprio orticello. I parlamentari di casa nostra, in alcuni casi, sembrano aver accolto l'invito di Napolitano. Parecchi gli emendamenti bipartisan presentati alla manovra. Raccoglie il consenso della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia quello che prevede la proroga fino al 31 dicembre 2010 della detassazione degli investimenti prevista dalla «Tremonti ter», ovvero quella per gli utili reinvestiti in nuovi macchinari. Trovano concordi maggioranza e opposizione anche la proposta di riforma dell'editoria (i tagli potrebbero slittare al 2013) e quella che mira a sopprimere la norma che prevede il blocco fino al 2013 degli aumenti degli stipendi nel pubblico impiego. Valanga di emendamenti provenienti da tutti i gruppi per cancellare la norma (articolo 45) che prevede il blocco del riacquisto da parte del gestore dei servizi elettrici (Gse) dei certificati verdi in eccesso per le energie rinnovabili. Ulteriore appello bipartisan - ed è quello che in momenti del genere non ti aspetti - quello per istituire un fondo, con dotazione di un milione di euro, per l'incentivazione della ricerca sul cinipide di castagno, un minuscolo insetto nero che danneggia l'albero. Ci sono poi i cavalli di battaglia dei singoli schieramenti. Mentre i finiani intervengono in aiuto degli enti locali proponendo lo stop alle rate dei mutui fino al 2013 per le Regioni indebitate, il Pdl presenta diverse proposte di modifica. Allargare l'area di esenzione dell'Ici, imporre una patrimoniale del 2% sulle fondazioni bancarie, prorogare il blocco delle tasse in Abruzzo rientrando con l'aumento del tabacco, estendere la possibilità del cinque per mille anche alle università pontificie, aumentare di venti centesimi la tassa d'imbarco: queste alcune proposte della maggioranza. E se viene subito bocciata dal ministro Mara Carfagna la proposta (di un senatore del Pdl) di tassare le prostitute, l'Udc pensa ad una stangata su birra e alcolici. Il partito di Casini non risparmia neanche i cavalli: inutile e da sopprimere l'Unire (Unione nazionale per l'Incremento delle razze equine). Vince il cinipide.