La gara musicale del Pd Alla fine vince Fossati

Ormai la scelta è compiuta. Pier Luigi Bersani punta tutto su Ivano Fossati. In soffitta, da tempo, il Rino Gaetano di Piero Fassino (l'allora segretario Ds aveva lanciato la riscossa della Quercia sulle note de Il cielo è sempre più blu). Cancellate in un sol colpo le «case di pane» e le «riunioni di rane» tanto care a Walter Veltroni e a Jovanotti (Mi fido di te, elezioni politiche 2008), il nuovo segretario del Pd aveva provato ad affidarsi, durante la campagna delle primarie, al suo unico grande amore: Vasco Rossi. «Voglio trovare un senso a questa storia» era diventato il suo slogan. E poco importa che il testo della canzone del Blasco nazionale proseguisse con un poco rassicurante «anche se questa storia un senso non ce l'ha», la comune appartenenza regionale e la passione di una vita avevano avuto la meglio. Poi l'elezione al vertice dei Democratici e la promessa: «Adesso, da segretario, riprenderò la Canzone popolare di Ivano Fossati, che fu la colonna sonora della stagione dell'Ulivo, perché allora c'era un movimento di riscossa civica che va recuperato. Volevo riprenderla già da candidato ma poi ho deciso di fermarmi a Vasco Rossi quando ho detto, a proposito dello stesso linguaggio da usare al Nord come al Sud, "siamo solo noi che possiamo farlo"».   Da questa convinzione era nata la sperimentazione musicale dell'Assemblea nazionale del Pd che lo aveva ufficialmente incoronato leader: un mix tra Un senso e La canzone popolare. Roba da far rabbrividire i fan di Vasco e di Fossati. Tanto che a quel punto si è posto il problema irrisolvibile: chi scegliere? Nessun dubbio, infatti, sulla «sigla di apertura» degli appuntamenti ufficiali. Quel posto spetta di diritto all'Inno di Mameli e guai a metterlo in discussione. Ma la «sigla di chiusura»? Le note per accompagnare il tripudio di bandiere sventolanti e applausi? Non si tratta di una decisione indolore. In fondo, come diceva Platone, «la musica è miglior medicina dell'anima». Guai quindi a sbagliare brano. Alla fine la scelta è stata fatta. E ieri, mentre il segretario stringeva le mani dei sostenitori radunati sotto il palco allestito al Palalottomatica, nel palazzetto risuonavano forti e chiare le parole di Fossati: «Alzati che si sta alzando la canzone popolare se c'è qualcosa da dire ancora, se c'è qualcosa da fare». Insomma, nella gara canora che si svolge alla costruzione del Partito Democratico, l'ha spuntata il cantautore ligure. Anche se non mancano incursioni al di fuori dei confini nazionali. Nell'ultima assemblea nazionale del 21 maggio era toccato a Wind of Change degli Scorpions, ieri, per accompagnare un video sull'Aquila, è stata scelta Fix You dei Coldplay. In fondo Bersani è anche il segretario «pop» che non ha disdegnato la platea del festival di Sanremo aprendo un vero e proprio «caso politico». E guai a dire che sono solo canzonette.