Non sarà un caso se la prima proposta di deliberazione del Consiglio regionale del Lazio riguarda l'eliminazione dei cosiddetti «monogruppi»

Intempi di crisi e in vista dei tagli i neo eletti alla Pisana fanno retromarcia e il giorno dopo le parole del presidente del Consiglio regionale, Mario Abbruzzese e del coordinatore del Lazio del Pdl, Vincenzo Piso, è l'Udc a passare ai fatti e presentare una proposta di legge per impedire la formazione dei «monogruppi». Il sistema è semplice e redditizio: una volta eletti si costituisce un nuovo gruppo consiliare, con l'unica limitazione che questo sia rappresentato in Parlamento. Un passaggio che vale circa 420 mila euro all'anno, in termini di indennità, benefict (come ad esempio macchina e autista), portafoglio di segreteria. Nella legislatura appena conclusa, i settanta consiglieri regionali erano divisi in 24 gruppi, di cui nove composti da una sola persona. Per una spesa di oltre tre milioni di euro. Un «sistema» che potrebbe presto diventare un ricordo. Ieri il gruppo regionale dell'Udc ha presentato una proposta di deliberazione consiliare per la modifica all'articolo 12 del Capo IV del Regolamento. «La proliferazione dei gruppi consiliari - spiegano i consiglieri Udc firmatari della proposta (Aldo Forte, Rodolfo Gigli, Francesco Carducci, Roberto Carlino, Raffaele D'Ambrosio, Pietro Sbardella) - comporta non solo un appesantimento dei lavori del consiglio, ma soprattutto un notevole incremento di costi in una situazione che richiede una rigorosa politica di bilancio. La nostra proposta intende arginare questo fenomeno». E se il capogruppo dell'IdV, Vincenzo Maruccio, ha già annunciato l'adesione alla proposta dell'Udc, ci pensa il consigliere de La Destra, Roberto Buonasorte a mettere i puntini sulle "i": «Stupisce l'eccessivo rigore proveniente da una forza politica che, del braccio di ferro per ottenere quante più poltrone possibili ha fatto il suo cavallo di battaglia, ottenendo un incredibile bottino ma che ora si ispira ad uno stravagante senso della misura». Tuttavia, al di là delle intenzioni, occorrerà vedere poi il voto delle commissioni preposte e del Consiglio regionale. La modifica al regolamento che impedisce la formazione di gruppi composti da una sola persona, era stata infatti già approvata in commissione nella precedente legislatura. Quella delibera non arrivò mai in aula per il voto che l'avrebbe resa esecutiva. Difficile credere a un lapsus.