"Silvio e Gianfranco? Tra moglie e marito..."

Una volta era lui il cattivo che faceva infuriare Silvio e Berlusconi ad ogni uscita. Oggi Pier Ferdinando Casini guarda i suoi ex alleati dall'esterno e si concede una battuta: «Cosa capita nel centrodestra non lo so e me ne sto anche opportunamente alla larga, perché "tra moglie e marito non mettere il dito". Io non c'entro in questi problemi». Poi ricorda come al momento della nascita del Pdl «solo io ebbi il coraggio di dire qualcosa, di dire che il Pdl non esiste». Ma il leader dell'Udc, ospite di Enrico Mentana a Mentana condicio sul sito del Corriere della Sera non si occupa solo degli «screzi familiari» della maggioranza. E spazia a 360°. Anzitutto spiega che, qualora il centrodestra dovesse perdere le Regionali, Berlusconi non si deve dimettere. «Non vedo il motivo perché debba farlo - spiega -. Chiedere le sue dimissioni sarebbe sbagliato, perché Berlusconi deve governare 5 anni». Guai però a pensare che il centrista si stia riavvicinando ai suoi vecchi compagni di viaggio. Secondo Casini, infatti, sul caos liste «Berlusconi avrebbe dovuto dire agli italiani vi chiedo scusa perché i nostri hanno fatto un sacco di pasticci, non c'entravano nulla i giudici comunisti, il complotto dei magistrati, ma solo l'inefficienza di chi litigando fino all'ultimo per i posti in lista è arrivato fuori tempo massimo». Mentre sull'indagine di Trani il premier «prima che ai giudici, dovrebbe rispondere agli italiani delle promesse mancate», soprattutto in tema di avvio delle riforme. In ogni caso per il leader dell'Udc quello della procura pugliese è «un gigantesco favore politico fatto a Berlusconi che dopo vent'anni è più bello di prima, più ricco di prima ed ha risolto tutti i problemi che ha. Quale migliore occasione di questo atto dei magistrati di Trani per riavere i vecchi, consueti panni della vittima. Non ci poteva essere niente di meglio: questo è un favore a Berlusconi, che mobiliterà così il suo elettorato evitando una sconfitta politica del Pdl». Quindi Casini non risparmia una battuta ad Antonio Di Pietro che lo accusa di fare «il mestiere più antico del mondo» trascorrendo «una notte con uno e una notte con l'altro». «Di Pietro - attacca - può dire quello che vuole. Siamo agli antipodi. Può anche dire che sono il male assoluto. La cosa non mi scalfisce, anzi spero che continui a dirlo, mi fa una cortesia. L'Idv è un problema per tutti, ma in primo luogo per il Pd. Il Pd può anche rimuoverlo ma resta lì grande come una casa». L'ultimo pensiero va alla Lega: «L'appalto del Nord, la "padanizzazione" del Nord Italia è un fatto negativo che va fermato. Nel 60% del territorio nazionale l'Udc andrà solo e nel 40% abbiamo deciso di pesare i nostri voti escludendo qualsiasi apparentamento con la Lega Nord, sia in Piemonte che in Liguria. Poi è chiaro che Bassolino e Loiero non rappresentano modelli amministrativi per noi».