Addio comizi e santini, ora c'è il cocktail

A urne aperte, il menu potrebbe rivelarsi indigesto e il conto salatissimo. E sì, perché uno dei punti fermi delle campagne elettorali, dal candidato big all’ultimo consigliere, è l’incontro conviviale. Possibilmente pagato da amici (raramente), di tasca propria (in parte), da imprenditori e commercianti (spesso). Il voto si sa, non si conquista più con i «santini», foto improbabili con nome, cognome e simbolo, chilometri a piedi, bussando porta a porta. I comizi nelle piazze di paese non si usano più: lo fa nel capoluogo di provincia il presidente o il segretario di un partito a chiusura di campagna, ma soltanto se il candidato è corazzato e quindi sicuro eletto. La caccia alla preferenza oggi si fa in un luogo affollato e ben definito. Si conquistano le donne e i pensionati al mercato, tra le bancarelle di arance e broccoletti, nel centro commerciale fermandosi a parlare con i negozianti o il barista, la domenica mattina sul sagrato della Chiesa. E se questi sono gli incontri del candidato che comincia all'alba dopo un beverone di papaja e caffè, per tenersi su e riuscire a parlare, promettere, assicurare per dieci ore consecutive, la giornata tipo si conclude con la fatidica cena. Sempre sperando che non sia delle «beffe». Gli inviti, sa va sans dire, non li fa il candidato ma il suo staff al telefono, non certo chiamando ma inviando decine e decine di sms, a volte formali, talora più amichevoli, di convocazione in ristoranti fuori porta, nell'albergo di lusso o in discoteca. Anche l'aperitivo after hour sta diventando un'usanza elettorale ma al nord non certo nel casereccio Lazio. L'Udc, a Roma manda «Un caro invito da "Rinaldo all'Acquedotto" (via Appia), venerdì alle ore 19,30 presente Calzoletti, candidato nella lista Udc per il consiglio regionale: comunicare con un sms l'adesione». Più di classe l'invito sms che manda Fabio Schiuma ai simpatizzanti Pdl: «Ti aspetto all'hotel Universo con Gasparri, Rampelli, La Russa, Santanchè per Palmieri (lista Polverini). Seguirà buffet». Usa invece la mail il candidato Udc Maurizio Saponara che invita i colleghi dell'università alla Casa dell'Aviatore per un cocktail di presentazione. Ambiente raffinato e tam tam telefonico per la mega cena all'hotel Boscolo di piazza della Repubblica, a Roma, di Vincenzo Maruccio, assessore uscente dell'Idv: tra gli ospiti anche Di Pietro. Nelle province del Lazio, senza problemi di liste, già da qualche settimana si stanno svolgendo conviviali in perfetto stile prima Repubblica. C'era anche Pier Ferdinando Casini al pranzo organizzato per 300 persone al ristorante ciociaro «Villa del Poggio» con gli esponenti Udc locali, Alessandro Foglietta (già consigliere con Storace, sindaco di Supino ed eurodeputato) e Teresa Formisano: non manca il pesce a tavola, ma è a base di fettuccine "fine fine" e abbacchio che si conquista il voto a Frosinone, Cassino, Sora e Arpino. Ha preferito invitare iscritti e simpatizzanti con una mail il Pd di Rieti per comunicare che oggi alle ore 21 il deputato Debora Serracchiani sarà al ristorante "Capacqua" a Poggio Mirteto dove non mancheranno "fregnacce al ragù" o spaghetti all'amatriciana. La differenza la fanno i candidati di Latina che dopo le mega cene nei ristoranti dei Borghi o della Marina, per questa campagna elettorale 2010 scelgono palazzetti dello sport o discoteche. Domenica scorsa la polizia ha dovuto bloccare la gente che voleva partecipare all'incontro organizzato dal senatore Pdl "grandi numeri", Claudio Fazzone: nel 2000 consigliere regionale più votato d'Italia con oltre 27.000 voti, domenica nel Palazzetto dello Sport di Fondi 3000 persone a sostenerlo. E per la chiusura della campagna elettorale Pdl a Latina sono già prenotate due discoteche: 24 Mila Baci e Makkeroni. Tutti invitati per un coktail «azzurro».