«Parlate ai ragazzi dell'amore e lasciate stare i profilattici»

Alcentro della scena sempre un liceo romano, che. La diocesi di Roma torna ad attaccare, stavolta attraverso il proprio settimanale «Roma Sette», la decisione di installare distributori di profilattici nel Keplero. «Non mi pare che i ragazzi di oggi abbiano bisogno di un addestramento ad un uso corretto e igienico della meccanica sessuale. Mi sembra piuttosto che abbiano un disperato bisogno di qualcuno - adulto - che parli loro di amore. Che è l'unica cosa che rende sensato l'esercizio della sessualità», spiega in un editoriale il direttore dell'Ufficio Scuola del Vicariato di Roma, Filippo Morlacchi. «È una scelta che insegna qualcosa - ciò che la scuola dovrebbe fare - oppure è solo un "abbassare l'asticella", rassegnando le dimissioni rispetto ad un compito educativo ritenuto ormai impraticabile?», si chiede il responsabile diocesano. «Le prime malattie dalle quali proteggere la sessualità - conclude - sono l'egoismo e l'insensatezza». Dal Comune di Roma, la delegata del sindaco Alemanno per le pari opportunità, Lavinia Mennuni, prova ad alzare la voce: «La decisione di istallare distributori di preservativi al liceo Keplero è grave e porta a banalizzare un atto d'amore che andrebbe spiegato ai ragazzi, soprattutto oggi che il primo rapporto viene consumato in giovanissima età. Non è con un distributore di profilattici, infatti, che si risolvono i problemi - prosegue Mennuni - soprattutto istallandolo in un liceo frequentato da ragazze e ragazzi fra i 13 e i 19 anni che devono essere formati ed educati per affrontare la vita da uomini e donne consapevoli anche del valore profondo dell'amore». Nel polverone prova a dire la sua anche la politica che corre per la Regione Lazio. Per Olimpia Tarzia, candidata nella Lista civica per Renata Polverini Presidente, «i distributori automatici di profilattici a scuola sono una dichiarazione di fallimento da parte di tutte le autorità educative, la rinuncia ad una corretta e sana formazione sentimentale e sessuale, che rafforza nei giovani un atteggiamento di consumo e di gratificazione egoistica nei confronti delle relazioni affettive e della sessualità, tra l'altro aumentando il rischio sanitario».