Processi pendenti Va peggio il penale

PietroGiovannini La situazione continua ad essere «critica». Un problema che investe sia i processi penali, sia quelli civili, anche se per questi ultimi va leggermente meglio. Aumenta il numero dei processi pendenti davanti ai tribunali capitolini. Il presidente del tribunale Paolo De Fiore, intervenendo nel corso della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario, riferisce come sia il settore civile a passarsela meglio: 123.618 i processi pendenti all'inizio del 2009 e diventati 126.184 a fine anno; i sopravvenuti sono stati 107.267 (un pò di più rispetto al 2008) mentre le definizioni, lo scorso anno, sono passate a 104.681 rispetto alle 103.209 del 2008. Nella sezione lavoro, la pendenza finale è stata contenuta (34.289 a fine 2009 contro i 32.878 di fine 2008) mentre il trend dei nuovi fascicoli è sempre in crescita (42.854 nel 2009 rispetto ai 41.075 del 2008). Tendenza opposta quella del settore penale: soprattutto al tribunale monocratico dove le pendenze da 23.391 di fine 2008 sono passate a 28.180 di fine 2009. Resiste il settore collegiale «malgrado l'impegno in gravosissimi processi di notevole impatto sociale, economico e mediatico (processo Coppola e Ricucci, Telecom Serbia, Cirio e Lady Asl)». Il presidente del tribunale ricorda come comunque «i tempi processuali rimangono stabili: un anno dall'inizio del dibattimento fino alla sentenza per i procedimenti monocratici, e due anni e mezzo circa per quelli collegiali». Rammarico è espresso poi da De Fiore per l'assenza di un rappresentante del Governo (Franco Ionta, capo del Dap, era andato via poco prima). Il magistrato è infatti da tempo in attesa di un tavolo tecnico che gli era stato promesso dal ministero della Giustizia per risolvere il problema della carenza dell'organico amministrativo: «Mesi fa ho chiesto al dicastero di trovare una soluzione rapida - ha spiegato De Fiore ai giornalisti - Questo tribunale da settembre a marzo perderà circa quaranta addetti del personale amministrativo. Un numero enorme, tenuto conto che chi rimane non è stato riqualificato nè gratificato economicamente e dunque non è sufficientemente motivato. Per certi processi delicati, come quello per il crac Cirio, per il quale mi sono preoccupato di alleggerire il carico del collegio che deve affrontare il dibattimento, è difficile persino trovare l'assistente di udienza».