Sgarbi-Cecchini, la strana coppia che imbarazza Renata

PiazzaMontecitorio. La sala conferenze è gremita. Taccuini, telecamere, microfoni. Vittorio Sgarbi presenta la sua candidatura alle Regionali: farà il capolista di Rete Liberal in sostegno della Polverini. Ma, si sa, quando c'è Sgarbi tutto può accadere. Persino che l'alleato del candidato Pdl si metta a sparare a zero contro il sindaco Alemanno e che alla kermesse si presenti Graziano Cecchini, l'estro futurista che colorò di rosso l'acqua della Fontana di Trevi e fece rotolare palline colorate dalla scalinata di Trinità de' Monti. Eccola la strana coppia che imbarazza Renata Polverini. «Voterò per lei - giura Cecchini - A differenza della Bonino non è corrotta dal mondo politico, è una mente fresca, viene dal sindacato. E ha scelto un cavallo di razza come Sgarbi, che potrebbe diventare il prossimo assessore regionale alla Cultura». Poi il guanto di sfida ad Alemanno: «Posso creare in 24 ore 150 posti di lavoro. Ho già pronto il progetto e non chiedo soldi». E il «cavallo di razza»? Disarciona tutti. Sindaco in primis. «Io non posso essere stato con Alemanno a Roma a fare una durissima campagna elettorale contro la teca dell'Ara Pacis, l'ascensore del Vittoriano e piazza San Cosimato e trovarle nella stessa condizione della giunta Veltroni - tuona Sgarbi - Non si può arrivare a fine mandato e non aver fatto niente. Questo significa che sei uguale a Veltroni, anzi, peggio. Alemanno si è comportato scorrettamente con me. Un uomo deve avere l'onore e il pudore di fare le cose che dice: non si può dire distruggiamo la teca dell'Ara Pacis e poi tenere in piedi anche il muretto. Questa è una cosa gravissima, non solo di presa in giro nei miei confronti, ma anche rispetto a se stessi. Mica l'ho chiamato io Alemanno, è stato lui a chiamare me. Io non gli avevo chiesto nulla e allora perché mi vieni a cercare? Invece di dire mi fa schifo, statti zitto». Poi l'apologia di Nerone: «Ha ragione Costanzo, è giusto dedicargli una via rispetto ai tanti ai quali è stata intitolata una strada. Una leggenda negativa impedisce a un grande politico dell'antica Roma di avere una strada. Via Nerone potrebbe diventare una strada popolare come via Veneto negli Anni '60. Ma Alemanno non so se ci arriva». Finita? Macché... Ce n'è anche per il Pdl: «Pd e centrodestra sono uguali. Come si fa a scegliere: sono fatti dalle stesse persone e dalle stesse culture, da gente che passa da una parte all'altra». La Polverini? «L'elemento di maggiore novità nel Pdl è Fini, e il perfezionamento di Fini è Renata, un candidato di un mondo di idee variegato, in cui non c'è un prevalere di dogmi». Berlusconi sarà entusiasta.... Ma perché Sgarbi ha scelto la Polverini? «La Bonino, che pure può vincere, è più conservatrice, la Polverini più aperta, più fluida. Mi piacciono entrambe, ma ho preferito Renata. È come dire: preferisci Fiorello o Proietti? Correre da soli sarebbe stato molto sgarbiano. Ma la politica è fatta così, cioè abbastanza male, è un casino. Potevamo andare anche con la Bonino, ma lì c'è Di Pietro. L'Udc non è né carne né pesce, è un piatto misto». E la Polverini che dice? «Sgarbi ci ha ricordato le sue personali opinioni», glissa. Meglio parlare di programmi: sanità, abbassamento dell'età media della classe dirigente e valorizzazione del patrimonio culturale e turistico. Ma quanto imbarazzo...Dan. Dim.