"Guadagno 6mila euro Il mio lavoro è il gioco"

Paolo arriva cinque volte a settimana a via degli Avignonesi a Roma. Con il giornale e mille euro nella tasca destra del giaccone cammina in salita fino al civico 30. È lì che, anche oggi, guadagnerà i suoi 300 euro scommettendo su una partita di basket. Lui, come pochissimi altri, è uno di quelli che ha fatto del gioco, delle scommesse, un business. «Bisogna essere freddi. Io non sono un giocatore, sono uno che studia. Mi scorrono tutto il giorno i numeri davanti al computer. Finché non trovo la chiave». La chiave è il metodo. Paolo, cinquantenne divorziato, un tempo giocava ai cavalli. Dopo aver perso una fortuna è riuscito a riconquistarsela individuando una strategia. E ci spiega in cosa consiste. «Quelli che entrano in queste ricevitorie, in questi luoghi dove la gente perde anche l'anima, gioca su tutto. Io, e chi ha capito come si può vincere, no. Si fa una sola e studiata puntata. Si gioca la scommessa più sicura e si gioca pesante. Poi via. Bisogna avere capitali, ma si può guadagnare. Un buon professionista può mettersi in tasca tremila euro al mese senza rischiare troppo. Ma anche di più».   Il metodo è il suo segreto. Ma non ne ha solo uno. E ci spiega che «il grosso del business di oggi non è nelle ricevitorie, ma su internet. Lì puoi puntare 50 o 100 mila euro e portarti a case belle cifre. Il trucco - spiega Paolo - sta nell'aprirsi conti di gioco con il maggior numero di bookmakers, soprattutto con i siti all'estero. Bisogna cercare quella che tecnicamente è la "sure bet", la scommessa sicura». Una tecnica utilizzata nelle scommesse sportive. Ad esempio: in una partita come Roma-Lazio viene quotato l'1 a 3,20 da un bookmaker, il 2 a 3,30 da un altro e l'X a 3,20 da un terzo sito. Giocando un euro su ogni segno, e spendendo quindi 3 euro, ne avremmo vinti 3,20 con i segni 1 e X, e 3,30 con il segno 2. «Ma lo stesso sistema con cifre più importanti fa guadagnare un sacco di quattrini. Se avessimo giocato diecimila euro su ognuno dei tre siti? Avremmo vinto due o tremila euro a seconda del segno. Un guadagno assicurato - racconta Paolo - se si studiano le quotazioni di decine di bookmakers».   Ma questo è un metodo che vale per le scommesse sportive, sulle quali il nostro giocatore punta. Le scommesse ippiche, spiega lui, sono invece impossibili da indovinare con certezza. «Certo, se poi si hanno contatti con allevatori e fantini è un altro discorso». Stessa teoria vale per il Bingo, il Gratta&Vinci, il Newslot e il Totocalcio. «Fidatevi, non ci sono professionisti qui», dice lui. È l'on line a far divenire il gioco un business. Paolo è uno che investe un po' anche sul poker. «Ma qui non ho un mio metodo. Ci sono invece persone che giocano 8-10 ore al giorno sui tavoli verdi virtuali. Scelgono tornei dove le quote d'ingresso sono molto alte: un buon professionista può guadagnare tra i 5 e i 15 mila euro al mese. Io mi affido a uno di questi, non gioco direttamente».   Passeggiando per via del Tritone Paolo si ferma davanti un tabaccaio. È anche una ricevitoria per il Lotto. «Qui l'unica speranza è affidarsi alle statistiche. Se un numero non esce da tempo si inizia a puntare forte. E se non esce ancora si punta ancora più forte. Ho visto gente vendersi casa e perdere ancora. Non è roba per me. Io sto investendo, non scommetto su nulla».