Galeotto fu l'sms

{{IMG_SX}}Le corna tecnologiche, sotto forma di bit incorporei e volatili e romanzi d’amore da centosessanta battute. Il fascino dell’sms che s’annuncia e poi occhieggia nel display quando non è opera di qualche seduttore (seduttriice) rapace ma la conferma (io ci sono, tu ci sei) di un amore clandestino ha il potere di trasfigurare il soggetto a cui è rivolta tanta passione. Le dita che digitano nervose sulla tastiera per leggere l'adorato sms, oppure l'attesa nervosa, o la reiterazione ossessiva di messaggi su messaggi. Sono queste le molle che fanno scattare il «giusto» sospetto nel partner tradito: che sta succedendo alla mia metà? E l'unico modo per scoprirlo è andare a spiare dentro il totem-cellulare. Il partner, dunque, si trasforma in 007. Un tempo c'erano le cassettiere con il doppio fondo che nascondevano biglietti, ciocche di capelli e fazzolettini odorosi di colonia. Oggi c'è la tecnologia che complica (e nello stesso tempo semplifica) le cose. La zona franca dove si occultano le prove degli amori extraconiugali è la Sim Card. Ma gli sms galeotti, sempre più, sono causa di rottura e divorzi. «Sono sei, sette anni che si verificano questi episodi - spiega l'avvocato Annamaria Bernardini de Pace, specializzata nel diritto di famiglia - Una volta le occasioni di smascherare i tradimenti erano legate alla scoperta di lettere ecc. oppure all'ascolto di telefonate filtrate tipo la canzone "Buonasera dottore". Oggi è affidata agli sms oppure alle e-mail». Non sono certo queste scoperte a scatenare il divorzio? «Bè diciamo che gli sms galeotti sono la conferma di sospetti precedenti - prosegue l'avvocato - magari un cambiamento nel rapporto di coppia, oppure un certo nervosismo che si percepisce nel partner quando riceve e legge certi messaggini o la stessa frequenza con la quale questi sms arrivano». Tra lui e lei chi è quello che si fa scoprire di più? «Senz'altro lui. È più distratto e forse più incapace a gestire il proprio telefonino in modo tale da evitare che venga violato. Inoltre le donne quando vanno a comprarsi il cellulare stanno più attente alle spiegazioni tecniche, s'informano meglio insomma e certi errori grossolani come non cancellare gli sms e le telefonate sospette anche dagli archivi non li fanno». Ci si spia anche tra le coppie giovani? «Sì naturalmente. Ma tra i trentenni - trentacinquenni non c'è più differenza. Donne e uomini sono esperti tecnologici in egual misura». Ma davvero questi sms costituiscono prove di tradimento in sede giudiziaria? «Non sono prove e comunque quasi mai vengono portate a conoscenza dei giudici. Nella maggior parte dei casi si arriva in tribunale con un accordo». Cornuti sì mazziati no, comunque. In una recente sentenza della Cassazione una signora è stata condannata per molestie perchè ha mandato degli sms a un'altra signora perchè le rivelava di essere l'amante del marito. Quei messaggi erano lesivi della dignità del decoro e dell'onore della signora tradita. Insomma nel triangolo amoroso non è colpevole il fedifrago ma l'amante che spettegola. Spiare gli sms del partner è disdicevole ma non punibile. Esiste comunque nel codice penale il reato di violazione della corrispondenza. A Torino una moglie spiata ha querelato il marito che era riuscito a leggere i messaggini sul suo cellulare (anche quelli cancellati) grazie a un programma pirata. Inoltre la seguiva in tutte le sua azioni via bluetooth. L'uomo rischia una multa salata e perfino il carcere. Si tratta di una situazione estrema: questi software per pilotare da lontano un telefonino (degni davvero di 007) si possono acquistare su internet e sono piuttosto cari. C'è pure un marito condannato in Cassazione per avere registrato le telefonate della moglie. E tredici indagati dalla Guardia di Finanza torinese perchè dotati, appunto, abusivamente di intercettatori utili a spiare i cellulari. Si tratta comunque di casi ben più gravi della lettura fortuita di sms che sono sempre scambi d'informazioni tra persone. Altra cosa è, poi, la pubblicazione delle conversazioni tramite sms. Quando furono divulgati sulla stampa i messaggi tra un immobiliarista e sua moglie, ad esempio, il Garante della Privacy non intervenne sui testi che parlavano di operazioni economiche ma definì illecita la diffusione di messaggi sms molto personali tra i due coniugi. Nel villaggio globale, comunque, non si vive di soli sms: ci sono le chat, c'è la posta elettronica e c'è soprattutto il web 2.0 nella fattispecie Facebook. Dove, si incontra, si rincontra e si tradisce virtualmente (e non) parlando. Il partner timoroso che la tegola gli stia cadendo in testa s'ingegna come può. Ad esempio si fa un profilo fittizio, irrompe nella scena e spia la sua dolce metà sotto mentite spoglie. Insomma il fine giustifica qualsiasi mezzo. Ma tornando agli sms, un dubbio amletico rimane: e se fosse tutta una mistificazione? Se quelle parole d'amore tagliuzzate, abbreviate, distorte fossero tutto uno scherzo di qualche burlone?