Il Pdl si confronta sul partito del Sud e l'assetto interno

Sonoi due temi all'ordine del giorno della riunione della Direzione del Popolo della Libertà, la seconda dopo il congresso di fine marzo, convocata per oggi alla Camera. Ad accendere i riflettori sulla situazione interna è però il coordinatore Ignazio La Russa che, in un'intervista a La Stampa, mette l'accento sul «vuoto organizzativo» del Pdl, una soluzione per poter rispondere al nascente Partito del Sud. Il ministro della Difesa va però oltre indicando in una maggiore «democrazia» l'antidoto al «disagio» di «una periferia che si sente poco rappresentata al centro». Difficile dunque che nella riunione di oggi non si apra anche il capitolo sull'organizzazione del partito nel territorio. Un tema caro allo stesso La Russa che all'indomani del voto e nell'ultima riunione tra i coordinatori e i responsabili di settore del partito aveva battuto proprio sulla necessità di radicare il Pdl sul territorio. Resta poi da capire quando partirà ufficialmente la campagna per il tesseramento. Si parlava di settembre, ma ancora non c'è una data ufficiale. Altra questione che crea più di qualche mal di pancia nel partito è quella legata alla nascita del Partito del Sud. A sollevare il problema è il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri puntando l'indice su chi, come Gianfranco Miccichè, milita nel Pdl: «Ognuno può fare ciò che vuole, tranne organizzare un partito e sostenerne un altro». La richiesta di più democrazia nel Pdl non va già a molti dirigenti del partito, in particolare agli ex di Forza Italia: «Il Pdl è nato a marzo e La Russa lo sa bene - replica Maurizio Lupi, responsabile organizzazione - e ha affrontato subito la sfida elettorale. Ora, in questi tre o quattro mesi, ci concentreremo nell'organizzazione». Usa parole simili anche Osvaldo Napoli, vice presidente dei deputati, che consiglia al ministro della Difesa di «stare tranquillo perché i problemi di cui parla saranno affrontanti».