Fallita la campagna dei veleni

Questanon è una novità. Da noi la stampa estera, quando critica, diventa Vangelo e viene subito presa a pretesto per rilanciare la polemica politica interna. Così si è creato quel clima da resa dei conti. Da ultima spiaggia. E anche favorire l'attesa per qualcosa di sconvolgente che sarebbe accaduto durante il vertice, foto, rivelazioni o chissà che altro, non aveva lo scopo di spingere i capi di Stato stranieri a essere prudenti? A non farsi vedere tanto in giro con il nostro premier? Invece non è stato così. Non c'è stata alcuna «scossa» politica ma solo ampi riconoscimenti e apprezzamenti. Anche i giornali che più hanno cercato di screditare il presidente del governo devono ricredersi. La campagna dei veleni, dei foschi presagi, che puntava sulla paura di un Paese che doveva venire schifato ed emarginato per il suo premier è fallita. Forse non finita. Lo dimostra lo sconcertante e scandaloso appello che uno dei leader dell'opposizione, parliamo di Antonio Di Pietro, ha fatto pubblicare a pagamento sull'International Herald Tribune. Una pagina nella quale si parla del rischio dittatura nel nostro Paese e si fa appello alla comunità internazionale perché il governo sia isolato. Un messaggio simile avrebbe avuto un senso in un regime dittatoriale. Isolare il governo è isolare il Paese. Questo è un tradimento della comunità. Non viviamo in una dittatura, poco più di un anno fa gli elettori hanno votato e liberamente scelto la maggioranza politica che deve governare. Ogni legge è discussa in un Parlamento eletto dai cittadini. Questa è democrazia. Non si può invocare la dittatura quando si perdono le elezioni. Non si può mettere a rischio la credibilità del nostro Paese (cosa penseranno dell'Italia i lettori di quel giornale) quando si è in minoranza. È giusto che l'opposizione cerchi di competere con la maggioranza e si mobiliti per sconfiggerla alle prossime elezioni. Ma delegittimare il voto popolare è frutto di una mentalità che non ammette la contesa democratica. Non accetta la sconfitta. Non rispetta le posizioni dell'avversario. E se domani qualche giornale straniero sarà incoraggiato, per fini interni, per favorire il proprio Paese, a criticare il nostro sapremo da che parte vengono gli stimoli. Da chi non vuole il bene dell'Italia, ma sacrifica anche l'orgoglio nazionale pur di ottenere qualche mezzo punto in più alle prossime elezioni. Perché caro Di Pietro, questa è una democrazia e gli elettori votano. Giuseppe Sanzotta