Bossi: "La Lega è fondamentale per il governo del Paese"

{{IMG_SX}}"Un governo che non sia quello riconosciuto dal popolo sarebbe un colpo di Stato". Il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli infiamma gli animi del Carroccio, radunato sul prato di Pontida (in provincia di Bergamo), e rigetta l'ipotesi di un eventuale governo tecnico guidato da una persona non eletta dal popolo, ipotesi evocata ieri dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che ha parlato di un "piano eversivo" nei suoi confronti. Poi, però, è Bossi a sottolineare il peso del Carroccio all'interno della coalizione: «La Lega è determinante e fondamentale per il governo, adesso tutti si dichiarano federalisti ma noi abbiamo ottenuto il nostro risultato con il governo».  Il Carroccio conferma il proprio legame con il Pdl e con Berlusconi. Lo fa da Pontida, luogo "sacro" per il popolo padano. E, indirettamente, lancia un chiaro avvertimento anche all'opposizione. Pur sostenendo di non vedere «complotti» che potrebbero abbattere il governo, Calderoli ribadisce ancora una volta che «un governo che non sia quello riconosciuto dal popolo sarebbe un colpo di Stato». Se non ci sono complotti, però, «certo c'è qualcuno che si sta muovendo in modo scoordinato». Ma su questo ci tiene a rassicurare il premier sulla fedeltà della Lega: «Bossi è il miglior alleato che ha anche tra gli alleati». «L'accordo con Berlusconi è stata un'occasione non per diventare ministri ma per fare il federalismo, bisogna dare atto a Berlusconi di avere mantenuto la parola», ha fatto poi eco il senatùr sottolineando che «la Lega è determinante e fondamentale per il governo, adesso tutti si dichiarano federalisti ma noi abbiamo ottenuto il nostro risultato con il governo». Anche il ministro delle Riforme ha ribadito nel suo discorso la fedeltà del Carroccio ai propri ideali. «Noi non abbiamo fatto la Lega per vincere qualche elezione, l'abbiamo fatta per la nostra libertà - ha detto il senatùr - il federalismo è l'unica possibilità per risolvere i problemi del Paese, del Nord come del Sud». Sul nodo referendum Calderoli conferma la linea della Lega Nord sul voto di domenica prossima: «Noi andiamo a votare per i ballottaggi mentre ai nostri elettori chiediamo di non votare per il referendum non ritirando la scheda e non iscrivendosi quindi nella lista dei votanti. Laddove invece non ci sono i ballottaggi è evidente che invitiamo a non andare al seggio». Secondo l'esponente leghista, infatti, qualora il referendum elettorale del 21 giugno prossimo passasse «sarebbe la fine della democrazia» dal momento che «la legge elettorale che uscirebbe dal referendum sarebbe davvero la fine della democrazia». Il popolo padano sul prato di Pontida innalza striscioni e cartelloni per acclamare i leader del Carroccio e più o meno tutti i gruppi organizzati, provenienti dalle varie regioni, hanno preparato manifesti celebrativi. «Alè Calderoli», «Grazie Maroni!»: ce n'è per tutti, anche se naturalmente la maggior parte dei manifesti inneggiano a Umberto Bossi. A lui dedicata per esempio una grande scritta floreale: «Bossi - Pontida 2009», oltre a una serie di frasi storiche del leader come «Mai mulà», che vengono sfoggiate su cappellini, bandiere e magliette.