Berlusconi tra la gente

{{IMG_SX}}Il primo giorno non gli è stato possibile: il rischio di ostacolare i soccorsi era troppo alto. Ma ieri proprio non ce l'ha fatta. Subito dopo la conferenza stampa, annunciando il suo ritorno immediato a Roma per depistare il più possibile i tanti giornalisti presenti in questi giorni nelle zone colpite dal terremoto, Berlusconi è andato nelle tendopoli. Ne ha visitate due, tra le più affollate: la prima a Bazzano, dove si trovano 150 persone. La seconda, a San Demetrio, una piccola frazione di Onna, il paesino completamente raso al suolo. Il premier entra nelle tende, parla con la gente, sorride in modo particolare con i bambini. Quello che ripete a tutti è di «stare tranquilli, perché non sarete lasciati soli». Lo Stato c'è e ci sarà fino alla fine, perché, come ribadisce il premier più volte, impegnandosi in prima persona, ora la gente viene prima di tutto. «People first», lo slogan adottato dal G20 di Londra e che Berlusconi utilizza per la tragedia dell'Abruzzo. Tra le tendopoli Berlusconi fa un giro di due ore. Entra in una tenda dove sono alloggiate alcune signore anziane: parla con loro, le ascolta con attenzione, le tranquillizza sugli aiuti in questo momento di grande dolore. Lui rassicura tutti, sulla presenza dello Stato, sulla ricostruzione delle zone colpite «che sarà rapida», sul lavoro delle Forze dell'Ordine a contrasto dei tanti sciacalli, a caccia in queste ore di chissà quale fortuna tra le macerie. Ed è questo un altro punto dolente per gli sfollati, sul quale il premier si è espresso nelle tendopoli. Sì, perché le persone colpite non vogliono allontanarsi dalle loro case, dalla loro città. C'è addirittura chi dorme nelle automobili vicino alle loro abitazioni, proprio per paura degli sciacalli. Ed è per questo che Berlusconi, di tenda in tenda, ripete come un ritornello l'invito ad andare negli alberghi sulla costa messi a disposizione dalla Protezione Civile. Con qualcuno ci scherza anche sù, esortando ad «approfittare» dell'offerta: «Andate lì, sarete serviti e riveriti e non vi preoccupate, tanto paga lo Stato». Che lo spirito non possa essere quello di una vacanza lo sa anche il premier ma, ai bambini presenti nelle tendopoli, Berlusconi dà un suggerimento scherzoso: «Dite alle vostre mamme di portarvi al mare». Rassicurazioni arrivano anche per la paura degli sciacalli contro cui «lo Stato è pronto a intervenire». Il tono diventa più cupo quando si parla di morti (207 annuncia all'ora di pranzo) e feriti («sono più di mille - dice Berlusconi con in mano gli ultimi dati aggiornati - e ce ne sono cento in gravi condizioni»). Oltre 7000 i soccorritori presenti sul posto, 12 le Regioni arrivate con aiuti di vario genere, 14 mila i posti nelle tende. Berlusconi arrivato in tarda mattinata in elicottero da Roma, si è diretto subito nella scuola della Guardia di Finanza di Coppito, trasformata ormai in quartier generale per gli incontri con la stampa. Con lui il portavoce del governo Paolo Bonaiuti, e alcuni dei più stretti collaboratori. Ad attenderlo ci sono il presidente della Regione Gianni Chiodi, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, il sindaco del capoluogo abruzzese Massimo Cialente e ovviamente Guido Bertolaso. È a quest'ultimo che il premier rivolge i suoi ringraziamenti, congratulandosi più volte per il lavoro svolto. Lo fa pubblicamente, lo fa in privato. Come nel briefing di aggiornamento, prima della conferenza stampa, quando Berlusconi rivolgendosi a lui lo definisce: «Lo straordinario Bertolaso». E lui replica: «Presidente io sono Bertolaso straordinario». Lo stesso presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ringraziato per il lavoro straordinario svolto il Governo, la Protezione civile e tutte le Regioni. «Avremo 25 mila persone - ha detto - che non potranno rientrare a casa, un evento senza precedenti. Ma gli abruzzesi sono persone forti, più forti del terremoto. Se continueranno gli sforzi comuni tutti gli italiani dimostreranno di essere più forti del terremoto». In serata, alla notizia dei 4 ragazzi ritrovati senza vita sotto le macerie della casa dello studente, Berlusconi è dispiaciuto: ha sperato fino di poter salvare questi poveri ragazzi. Giancarla Rondinelli