Dalla prima

Lagara fra i sessantenni post-Pci è stata quanto mai aspra. Messi alla pari sul filo di partenza da Alessandro Natta, gli ex virgulti post-Pci considerano una sciagura la prevalenza di uno di loro sugli altri. Lo scontro D'Alema-Veltroni non racconta solo una rivalità personale, che ha rotto una solida amicizia, ma anche le diverse visioni che si sono affacciate nel momento in cui, dolorosamente e contro-voglia, questi ex ragazzi hanno dovuto sciogliere il Pci. La prevalenza di un ex democristiano ha sancito una nuova parità fra di loro. Nella gestione Franceschini nessuno ha vinto. Tuttavia neppure questa carta assicura al povero Franceschini una navigazione tranquilla. Il problema del nuovo segretario è che deve fare ricorso a tutta la sua "democristianeria" per dirigere un partito che si va assottigliando e in cui la prevalenza degli ex comunisti sta diventando imbarazzante. Franceschini sta imitando il "modello Colombo". Il "glamorous" Furio Colombo, arrivato al vertice dell' "Unità" dopo la drammatica chiusura, pensò che per tirar su copie bisognasse rivolgersi al nucleo "duro e puro" del lettori. Il successo iniziale fu clamoroso e poi si andò lentamente riassorbendo fino a cancellarsi. Franceschini non ha ancora conosciuto l'ebbrezza del successo iniziale, ma spera che spostandosi più a sinistra possa ripetere la performance colombiana. I dirigenti dell'ex Pci assistono a questo spostamento a sinistra con disincanto, ironia e preoccupazione. Disincanto perchè non credono che esista una opinione pubblica maggioritaria della sinistra che chieda lo scontro frontale. Ironia perché non puoi metterti più a sinistra di un ex Pci senza farti ridere dietro dai proprietari del marchio. Preoccupazione perché lo slittamento a sinistra del Pd nega la ragione stessa del Pd, concepito come un partito che avrebbe dovuto fidelizzare il voto di sinistra e andare a caccia del voto moderato. La segreteria Franceschini diventa da occasione di disgelo fra le correnti un grave problema politico. Che cosa si potrà costruire mai dopo Franceschini se il nuovo leader sembrerà la fotocopia di Nichi Vendola? I dirigenti ex Ds, anche quelli disinteressati dalla gara per il potere, stanno, come si dice, in campana, perché temono che il nuovo corso distrugga le ragioni stesse della fusione del Pd. C'è in questo atteggiamento un dato culturale di fondo. Gli ex comunisti non ammetteranno mai di avere un problema a sinistra. E l'idea che un moderato come Franceschini si mette a nuotare nelle acque estremiste lasciando lo stagno dei moderati non può che inquietarli. Ecco perché la segreteria Franceschini rischia di essere devastante per gli ex Pci, ormai non più né di destra né di sinistra, ma semplicemente in balia delle onde. Peppino Caldarola