Domani voto sul ddl, Sacconi: "Legge da correggere"

Tempi molto rapidi ma non fulminei per il voto sul ddl di Eluana. Il Senato, dopo la riunione della conferenza dei capigruppo, ha calendarizzato per domani mattina a partire dalle 8,30 il voto finale sul ddl, accogliendo la richiesta della capogruppo Pd, Anna Finocchiaro, di non far votare il testo nella notte per dare tempo al Parlamento di discutere il provvedimento. Alla Camera i tempi dell'iter verranno decisi dalla conferenza dei capigruppo convocata dal presidente Fini per le 17 di oggi. Intanto prosegue il dibattito politico sul merito del testo e sulla polemica istituzionale tra maggioranza e opposizione. Nel merito la maggioranza appare sostanzialmente compatta, l'Udc si unisce al sì al ddl, mentre Idv lascerà libertà di coscienza. Il Pd lascia la decisione ai gruppi, ma i singoli annunciano il loro voto. "Io voterò no al ddl con assoluta convinzione, perchè ritengo che su materie cosi' delicate nè lo Stato nè la politica debbano intervenire" annuncia il segretario del Pd, Walter Veltroni. Stessa linea da parte di Dario Franceschini, numero due del partito, mentre molti ex Ppi come lui voteranno invece sì. Durissimo il no dei radicali, che con Emma Bonino annunciano tre pregiudiziali di costituzionalità, mille emendamenti e una battaglia contro il provvedimento: "Ho visto veramente poco di cosi' grave nella mia vita parlamentare, c'è in gioco la libertà". Al di là dello stretto merito, c'è lo scontro istituzionale. Per domani il leader Pd ha indetto una manifestazione in difesa del Capo dello Stato e della Costituzione. Veltroni non usa mezzi termini: il premier ha un disegno "scellerato e autoritario", "non è in grado di garantire unita' ma solo divisione" quindi  "se lo tolga dalla testa: al Quirinale non ci andrà mai". "Io voterò no al ddl con assoluta convinzione, perché ritengo che su materie così delicate nè lo Stato nè la politica debbano intervenire". Così il segretario del Pd, Walter Veltroni, annuncia quale sarà il suo voto in aula quando il parlamento sarà chiamato ad esprimersi sul ddl varato dal governo in merito alla vicenda Englaro. Veltroni specifica che il suo voto contrario è dettato dal fatto, innanzitutto, che il governo ha messo in atto una "strumentalizzazione politica". Ma, soprattutto, spiega ai microfoni di 'You dem', "perchè sono contrario in quanto si tratta di una legge che interviene su un singolo caso e non sul testamento biologico". "La cosa peggiore - sottolinea Veltroni - è la insopportabile strumentalizzazione politica verso un dramma che riguarda una ragazza e la sua famiglia". Il leader del Pd ricorda alcune parole pronunciate da Berlusconi, che dimostrano "la sua grande distanza" da ciò che provano i genitori di Eluana: "quando ha detto che la famiglia sembra volersi togliere una scomodità", oppure quando "ha parlato del ciclo mestruale di Eluana, cose dette senza la minima conoscenza diretta della vicenda e con un grado di cinismo preoccupante". Veltroni ritiene invece che "lo Stato dovrebbe restare fuori e le decisioni dovrebbero essere rimesse all'amore dei genitori e alle sentenze della magistratura". Per questo, conclude Veltroni, "ferma restando la libertà di coscienza, i gruppi esprimeranno il loro orientamento prevalente. Io voterò no perchè si parla di un caso in cui lo Stato interferisce, mentre non si riconosce il fatto che e' la famiglia l'unica a sapere qual e' la scelta giusta da fare". Intanto il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi annuncia che "il disegno di legge varato dal governo per Eluana Englaro sarà corretto nel passaggio in cui si vieta la sospensione della nutrizione". "Va cambiato - dice il ministro - perché era stato scritto prima che si sopendesse la nutrizione". Il Segretario di Forza Nuova, Roberto Fiore, eurodeputato, commenta così la decisione: "Mi sembra una decisione più che opportuna. Non si tratta soltanto di salvare una vita innocente, bensi' di scogiurare il pericolo dell'introduzione dell'eutanasia in Italia. Pertanto sono d'accordo con il Governo: il relativismo morale che affligge il nostro paese deve essere combattuto, e tutte le forze politiche che hanno a cuore il valore della vita devono difenderla".   «È francamente stucchevole questo attacco ai cattolici del Pd. Non avendo una concezione clericale o confessionale della politica, i cattolici nel Pd voteranno il ddl sul caso Englaro, se si vota, secondo coscienza attuando sino in fondo due principi conciliari: l'autonomia e l'assunzione di responsabilit5 nelle scelte politiche e il rispetto rigoroso della laicit5 dell'azione politica». Lo afferma il deputato del Pd Giorgio Merlo, vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai. «Dopo, ovviamente, aver ascoltato il messaggio e la posizione espressa dalla Chiesa - conclude Merlo -. In discussione, com'è ovvio, non c'è l'appoggio a Berlusconi e al suo Governo ma la libera opinione di cattolici impegnati in politica a difesa di un principio».