Berlusconi in soccorso del pecorino in crisi

{{IMG_SX}}Il presidente del Consiglio non ha preso sottogamba la battaglia elettorale del 15 febbraio visto che ormai si reca in Sardegna ogni week end: questo sarà oggi in Gallura, domani sulla costa nord occidentale. Si sta impegnando a fondo perché il candidato del centrodestra, Ugo Cappellacci, batta Renato Soru, il governatore uscente del centrosinistra, che il Cavaliere non ha mai sopportato. Al punto che sovente racconta la prima volta che lo ha incontrato: gli è andato incontro per stringergli la mano e quello gliel'ha porta ma volgendo lo sguardo altrove. Al di là delle antipatie personali, il Cavaliere si appresta ad annunciare una nuova iniziativa a favore del pecorino romano che, non inganni il nome, è prodotto quasi esclusivamente in Sardegna. Ed è fortemente in crisi. Spiega il mitico presidente del consorzio (che infatti ha sede a Macomer, nel Nuorese), Salvatore Meloni, al suo quinto mandato: «A novembre dell'anno scorso avevamo esportato 18mila quintali di formaggio. Nello stesso mese di quest'anno 7mila. Nei primi sei mesi dell'anno abbiamo registrato una flessione tra il 35-42%. E il 2009 sarà disastroso perché il 70% del nostro export è negli Stati Uniti, da dove sto appena tornando. Non si intravedono segnali di ripresa, per questo abbiamo chiesto un aiuto al governo». Si tratta di una crisi che tocca 15mila addetti diretti, 40mila se si considera anche l'indotto, e quasi tutti sull'Isola. Di qui il soccorso. Del fascicolo se ne sta occupando direttamente Valentino Valentini, il consigliere del premier per le questioni estere. E il solo fatto che sia stato cooptato alla campagna sarda è la riprova che le prossime Regionali non sono un evento secondario per il Cavaliere. Valentini ne ha parlato in più occasioni con il direttore generale dell'Ice, Massimo Mamberti, per studiare un intervento che non finisca nelle maglie dell'Unione europea, configurandosi come aiuto di Stato indiretto. All'Istituto per il Commercio estero in parte confermano e sottolineano che l'intervento sarà a sostegno di tutti i formaggi. È ovvio: si rischierebbe la sollevazione popolare di produttori di altri tipi, sebbene quelli di Parmigiano Reggiano e Grana Padano abbiano beneficiato di un aiuto visto che il ministero guidato dal leghista Luca Zaia ne ha comprato un quantitativo sotto forma di soccorso agli indigenti. L'Ente di via Liszt ci tiene a far sapere che sarà una iniziativa mirata sul mercato statunitense e sarà comunque effettuata d'intesa con i privati. Tuttavia dall'istituto informano che si tratta di un'operazione complessa e non sarà realizzata in tempi brevi. Di fondi e di cifre nessuno ne parla. Come è ovvio. Stretto riserbo anche per un annuncio che dovrebbe arrivare domani, nel corso di un comizio che Berlusconi terrà a Sassari. Dovrebbe annunciare un provvedimento di natura fiscale che dovrebbe dare una grossa spinta all'occupazione sull'Isola. Si tratta di un testo che ne ricalca uno precedentemente varato dal governo. Sui dettagli è impossibile sapere altro. A Palazzo Chigi si blindano: «È sul tavolo di Tremonti, si deciderà nelle prossime ore». Il primo a capire che il premier era seriamente interessato alle vicende sarde è stato l'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, chiamato a rettificare (il 12 dicembre a pochi giorni dalle indicazioni del voto) l'annuncio di chiusura dell'impianto di Porto Torres della Polimeri Europa. Quasi una settimana dopo il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha avocato a sè l'intera vicenda: «La questione della chimica in Sardegna deve essere ricondotta a un tavolo nazionale complessivo sul settore». A metà gennaio arriva un aiutino ai pastori sardi, in particolare quelli morosi, che si vedranno sospendere i pignoramenti per un anno. Si tratta di una annosa vicenda che riguarda i crediti agevolati in base a una legge regionale. Ci sono casi di pastori che non sono riusciti a restituire il prestito a causa della rinegoziazione dei mutui. In commissione Affari Costituzionali del Senato, dove si sta discutendo del decreto milleproroghe, è arrivato un emendamentino del governo che fa slittare di un anno la definizione della vertenza. Berlusconi si sta impegnando personalmente nella battaglia. Così come aveva fatto anche in quella per la Regione Abruzzo, anche se si trattava di una partita molto più facile da giocare. Se vince, il Cavaliere ha compiuto un nuovo miracolo elettorale perché manda a casa l'astro nascente del Pd, l'uomo che ha da poco comprato l'Unità. Ma anche se perde il Pdl sta a guardare l'ulteriore logoramento della leadership di Walter Veltroni perché Soru ha già fatto capire che se uscirà trionfatore avrà vinto contro Berlusconi. E dirà ai quattro venti di essere l'unico ad esserci riuscito dopo Romano Prodi.