Ci sono norme della Costituzione, in materia di giustizia, ...

Ma non tutta la Costituzione è immodificabile, né è al passo con i tempi. È da qui che si deve partire per un mutamento radicale del sistema giudiziario, perché non sono più questi i tempi dei piccoli aggiustamenti, dei ritocchi di questa o di quell'altra norma. La Costituzione, oggi, ha un vizio di origine. È stata pensata in un'epoca in cui nessuno aveva in mente il processo accusatorio, il processo di parti, con un pubblico ministero che è titolare dell'accusa, e non portatore di «istanze di giustizia». È stata pensata quando ancora la politica non aveva diviso i magistrati in correnti, né era così forte il conflitto tra magistratura e politica, né la presenza di una criminalità organizzata su tutto il territorio imponeva un coordinamento tra le diverse Procure. Così, stando alle vicende che hanno visto fronteggiarsi le Procure di Catanzaro e di Salerno è difficile sottrarsi all'impressione del fallimento della funzione dell'accusa come «potere diffuso». Nell'attuale ordinamento, infatti, gli uffici del pubblico ministero sono autonomi e indipendenti l'uno dall'altro, cioè non sono organizzati gerarchicamente. Ciò comporta conflitti, sovrapposizioni, mancanza di informazioni, disordine nella gestione delle inchieste. Perciò è riforma necessaria e urgente la introduzione di un unico organo di vertice del pubblico ministero, capace di impartire direttive a tutti gli uffici sottoordinati e responsabile del modo in cui, complessivamente, la funzione dell'accusa viene esercitata sul territorio nazionale. La delicatezza dell'incarico fa sì che la sua nomina deve essere affidata al Presidente della Repubblica, su una terna di nomi proposti dal Parlamento. Questo, che potremmo chiamare procuratore di giustizia, forse non piacerà ai singoli pubblici ministeri, gelosi della propria autonomia, ma potrà dare al Paese una organizzazione dell'accusa unitaria, efficiente, responsabile, più adatta a combattere terrorismo e criminalità organizzata. *Responsabile Dipartimento Giustizia Forza Italia