L'Udc, Casini e il sostegno a Cappellacci

Al contrario, nella riunione della base del partito, dei quadri dirigenti e dello stesso Pierferdinando Casini, che si è svolta lo scorso 15 dicembre a Cagliari, è stato ribadito che l'Udc è un partito libero e autonomista e, oltretutto, intelligente. Nessun deragliamento dalla linea nazionale, ma le peculiarità politiche della situazione sarda ci hanno consentito di fare, come sempre, delle scelte autonome. Per quanto riguarda la lettera che abbiamo inviato al Premier, c'era l'esigenza di chiarire personalmente e direttamente alcune questioni e di rammentare che in tutte le amministrazioni locali in Sardegna, l'Udc è insieme al Pdl al governo o insieme all'opposizione. Oltre a ciò sentivamo l'esigenza di spiegare a Berlusconi che, come già è successo nelle scorse amministrative, ci siamo presentati nell'alleanza di centro-destra con lealtà e correttezza continue. Diversamente da altri. Considerati alcuni poco leggibili atteggiamenti delle scorse settimane, volevamo capire anche con l'aiuto del Presidente del Consiglio, se ci fossero delle preclusioni politiche nei nostri confronti. Da qui la lettera. Agli organi dirigenti del mio partito mi legano rapporti di amicizia, stima, cordialità, rispetto. Dunque, ipotizzare rapporti non condivisi dai vertici nazionali del partito è pura fantasia, anche considerato che la dirigenza nazionale ha seguito momento per momento le fasi degli accordi politici con il Pdl. On. Giorgio Oppi, Segretario regionale Udc Sardegna Il 15 dicembre il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini ha dichiarato: per la Sardegna «serve un candidato di serie A». E ha fatto due nomi, Pisanu e Floris. L'Udc Sardegna invece ha scritto a Berlusconi dichiarandosi pronta a sostenere qualunque candidato e, infatti, ha deciso di sostenere la candidatura di Cappellacci. È chiara l'esigenza di salvare capra e cavoli ma sostenere che è la stessa linea di Casini è quantomeno fantasioso. O penserà che i lettori de Il Tempo sono tutti fessi? F. d. O.