Le cadute de "L'Unità": Veltroni non vede i problemi, li legge sui giornali

[...] aveva usato un elicottero, come aveva scritto un quotidiano economico peraltro smentendosi e scusandosi il giorno dopo per aver dato una notizia falsa. Ha citato l'Espresso affermando che a San Giuliano di Puglia Berlusconi s'era fatto fotografare solo con operai più bassi di lui, anche se non è vero perché l'incontro con i caschi gialli è stato del tutto casuale e il premier non voleva fare quello scatto. E ha parlato di «putinizzazione» dell'Italia, un'espressione coniata da Internazionale in un articolo venerdì scorso. Insomma, più che un'intervista il leader del Pd ha fatto una rassegna stampa. Non ha portato l'esempio di un operaio che non arriva a fine mese per il boom dei mutui. Non ha raccontato la fatica di un precario ad arrivare a fine mese. Non ha spiegato come anche la middle class avverte il senso di improverimento. No, il segretario del principale partito di opposizione ha raccontato quello che ha letto sui giornali negli ultimi giorni. È la sinistra che vive di carta, per non dire di fumo. Nel discorso con il quale lanciò la candidatura alla guida del Pd (27 giugno 2007) disse che sognava la sua come una «forza del cambiamento, libera da ideologismi, libera dall'obbligo di apparire, di volta in volta, moderata o estremista». Eppure a maggio, proponeva il dialogo con Berlusconi e a settembre Berlusconi è diventato uno che «svuota la democrazia». Al Lingotto di Torino esortò: «Superiamo gli odi, i rancori e le divisioni che impediscono di guardare con lucidità alla situazione economica». A settembre davanti alla crisi economica, sterza e avverte: «C'è un clima plumbeo». Plumbeo sì, ma nel suo partito. Assediato da Di Pietro che punta al sorpasso nelle elezioni in Abruzzo. Plumbeo in quel che resta del Pd dove Paolo De Castro, alla guida dell'associazione dalemiana Red, ne chiede esplicitamente le dimissioni. E i sindaci, quelli che sono sul territorio e parlano con la gente, seguono tutt'altra linea e sconfessano il leader un giorno sì e uno pure. Superiamo gli odi, disse Walter. Eppure l'Unità, il suo giornale, attacca con violenza tutti i giorni Berlusconi. Con gli articoli di Marco Travaglio e non solo. Se un giornale straniero, Newsweek, parla dei miracoli del premier, il quotidiano fondato da Gramsci mette in discussione persino l'esistenza dell'articolista. Veltroni ha chiesto il cambio di passo. O meglio, di direttore. È arrivata Concita De Gregorio. Il giornale è sempre lo stesso. Il vero cambiamento arriverà con il nuovo formato ad ottobre. Finora, in un mesetto di Concita, s'è visto ben poco. Più poco che ben. E in stile veltroniano abbondano le banalità. Nel primo editoriale, il 26 agosto, ha confessato: «Sono stata bambina in un tempo in cui alzarsi a cedere il psto in autobus a una persona anziana.. era un principio normale». L'Unità sembra più un giornale per salotti che un foglio da vendere porta a porta nei quartieri popolari. Il suo direttore va in tivvù a sostenere quelle simpatiche ovvietà di cui discutono le mamme di sinistra nei pic nic in villa la domenica mattina. Tanto che pure il sindaco di Padova Zanonato (uno che era sul palco quando Berlinguer venne colto da un ictus) l'ha ripresa in una trasmissione Mediaset: «Ma vogliamo continuare a perdere voti?». Si sofferma su Ingrid Betancourt e Rita Levi Montalcini, su Hilary Clinton e Sarah Palin, sui bimbi che vanno a scuola con il videofonino, del fatto che solo ora il governo ha scoperto l'esistenza della camorra (la sinistra che governa in Campania e in tutte e cinque le provincie ancora no): insomma tutte quelle belle cose che dicono le donne di sinistra quando sono in auto. Con autista.