Giancarla Rondinelli g.rondinelli@iltempo.it Silvio ...

E così ad assumere la difesa del premier è stato un legale d'ufficio: si chiama Chiara Zardi, 28 anni, avvocato da meno di due anni, contattata attraverso il call center del tribunale. «Mi hanno telefonato dicendomi che c'era un cliente un po' particolare da difendere. Quando mi hanno detto chi era, sinceramente pensavo fosse uno scherzo». Ed invece era proprio vero. Il giovane avvocato si è precipitato in tribunale, scusandosi per non avere con sé la toga, e ha fatto l'unica cosa che poteva fare: chiedere dei termini a difesa per esaminare la situazione. Legale dell'associazione dei consumatori "Assoutenti", capelli lunghi, viso da ragazzina, tailleur nero con pantaloni, al suo arrivo in aula. «So poco di questo processo» spiega. Ha assistito per tutta l'udienza, fino al momento in cui si è associata alla richiesta di rinvio per legittimo impedimento dei difensori "titolari" di Berlusconi. Incassato il rinvio (27 settembre), Chiara Zardi ha lasciato l'aula. «Non credo che Berlusconi mi terrà come avvocato - commenta -. Ha altri difensori, sono comunque contenta di aver prestato la mia collaborazione. Almeno per un giorno - scherza l'avvocato - ho vissuto il mio momento di gloria». La decisione di rinviare l'udienza non è però piaciuta al pubblico ministero, Fabio De Pasquale, esprimendo in aula tutte le sue perplessità: «Le commissioni in Parlamento generalmente si tengono martedì, mercoledì e giovedì, ed è la prima volta che c'è una commissione di venerdì». Parole quelle del pm che innescano immediatamente un'aspra polemica tra maggioranza e opposizione. La seconda denuncia «la scandalosa strumentalità delle convocazioni» di ieri delle commissioni, con un unico scopo: quello di fornire a due parlamentari, avvocati del presidente del Consiglio il «legittimo impedimento» per far saltare l'udienza. Accuse a cui replicano direttamente i due avvocati, Ghedini e Longo. «L'opposizione, essendo ormai totalmente priva di argomenti politici e di ragionamenti tecnico-giuridici, continua a strumentalizzare le vicende processuali del Presidente Berlusconi in modo indegno». Anche Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia della Camera, reagisce duramente: «Sono illazioni gravissime e inaccettabili. Per lo più se si considera che io ho dovuto fissare il calendario dei lavori sulla base delle richieste di alcuni commissari dell'opposizione, impegnati anche in altre coommissioni».