Sulla Vigilanza Rai ancora nulla di fatto Resta il nodo Orlando

Eppure lo stesso Antonio Di Pietro ieri si è detto fiducioso rispetto ai prossimi appuntamenti della Commissione bicamerale. «Credo che alla fine - ha spiegato - il Parlamento saprà trovare la responsabilità e la maturità politica di non umiliare il principio codificato per cui la presidenza della Vigilanza spetta all'opposizione». E la stessa fiducia serpeggia nel Pd. D'ora in poi la Vigilanza, per decisione dei presidenti delle Camere Renato Schifani e Gianfranco Fini, resterà convocata ad oltranza e tornerà a riunirsi già stamattina alle 9 e, quindi, domani alle 14. Sempre con lo stesso ordine del giorno. Ieri sera intanto (e la cosa potrebbe diventare un segnale in vista di una positiva soluzione del nodo Vigilanza) il consiglio di amministrazione della Rai, dimostrando per la prima volta di avere una nuova maggioranza, ha vota l'accordo con Sky. Su proposta del direttore generale, viale Mazzini acquisirà dal gruppo di Murdoch i diritti in chiaro delle Olimpiadi invernali del 2010 ed estive per il 2012 per 45 milioni di euro e, contemporaneamente, cederà a Sky i diritti pay per i Campionati del mondo di calcio del 2010 e 2014 per 175 milioni di euro, con un saldo positivo di 130 milioni di euro. Il dato politico è che il via libera viene con quattro voti favorevoli (quelli del centrosinistra) e tre contrari, quelli del centrodestra orfano di Gennaro Malgieri, deputato Pdl incompatibile con l'incarico. E come ha detto il presidente Claudio Petruccioli nei giorni scorsi, il Cda se non viene rinnovato potrebbe presto anche occuparsi, per esempio, della nomina del direttore di Raiuno. Ieri, però, non ha votato il centrista Marco Staderini mentre ha manifestato tutto il suo dissenso per l'accordo Angelo Maria Petroni secondo il quale si tratta di «una pessima decisione per l'azienda, tanto dal punto di vista strategico quanto dal punto di vista finanziario». Ma proprio l'esistenza di una maggioranza autonoma (di centrosinistra) in Cda, potrebbe spingere la maggioranza a nominare prima possibile il presidente della Vigilanza. Senza, infatti, le nomine di viale Mazzini resterebbero esclusivo appannaggio dell'opposizione. Meglio trattare, quindi, e forse per questo le dichiarazioni del sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani sul vertice Rai sembrano andare in direzione della ricerca di una avvicinamento delle parti. Anche se Giovanna Melandri assicura: «Non c'è nessuna trattativa».