Cantoni: «Niente panico da noi non può accadere»

Nè è possibile pensare che se il governo americano ha lasciato fallire la banca d'affari, il governo italiano avrebbe dovuto fare lo stesso con l'Alitalia. Sono due casi diversi». Giampiero Cantoni, senatore del Pdl, con un passato come presidente della Bnl, invita a non lasciarsi prendere dal panico di fronte alla crisi dei mutui americani ma dice anche che il fenomeno non va sottovalutato. «Perchè la crisi impatterà sull'economia della Ue e quindi anche su quella italiana». Il Tesoro americano è sceso in campo per salvare Fannie Mae e Freddie Mac, le due agenzie semipubbliche specializzate in prestiti ipotecari. Come mai non ha fatto lo stesso per Lehman Brothers? «Per le due agenzie, il Tesoro americano ha deciso un pragmatico salvataggio per evitare una concatenazione di crisi bancarie e finanziarie. L'intervento è stato motivato dal fatto che le due agenzie erano legate al Tesoro Usa. La Lehman invece è il baluardo del capitalismo americano e quindi la procedura non poteva essere di salvataggio. Alcune banche come l'inglese Barclays e la Bank of America, hanno tentato di salvare la Lehman ma poi hanno desistito anche perchè il Tesoro si è rifiutato di intervenire». Vuol dire che l'intervento del Tesoro è possibile solo dove ha una partecipazione? «Lo statalismo si applica dove c'è una partecipazione pubblica. La Lehman da 158 anni era la banca di riferimento dei grandi affari e del capitalismo mondiale. La crisi delle borse si è ripercossa sulle banche, perchè in un sistema di globalizzazione c'è un sistema di vasi comunicanti». Bisognerebbe fare lo stesso anche in Italia? «Direi che normalmente bisognerebbe fare così salvo per specifiche aziende che hanno interesse per la collettività». Però in un passato anche recente lo Stato è intervenuto a sostegno di aziende come la Fiat nelle quali non aveva alcuna partecipazione azionaria. «Sono stato sempre contrario a questi interventi a favore di un'azienda come la Fiat che ha utilizzato eccessivamente gli aiuti di Stato e la rottamazione. Con agevolazioni importanti e esagerate si è portata la Fiat stessa a una crisi gestionale perchè invece di migliorare la competitività, il management pensava di poter utilizzare all'infinito gli aiuti di Stato. Il risultato di questi aiuti di Stato è stato doppiamente negativo: ha addormentato la capacità competitiva e la rottamazione è servita anche per rafforzare i nostri competitori». Il fallimento della Lehman e la crisi dei mutui avrà ripercussioni in Italia? «Ci potrà essere una grande volatilità azionaria ma il nostro sistema bancario ne sarà toccato di striscio come ha anticipato il Governatore Mario Draghi. La limitata internazionalizzazione del nostro sistema bancario ci ha risparmiato questo tsunami finanziario. Però le ripercussioni si sentiranno e incideranno negativamente nella crescita del pil che sarà intorno allo 0,3%». Il governo avrà quindi la scusa internazionale per spiegare la mancata crescita? «È una realtà che colpisce tutte le economie mondiali e segue a una recessione in atto nella Ue». Come si deve comportare il risparmiatore? «Oltre che essere prudente dovrebbe rimanere liquido utilizzando i contratti pronto contro termine o acquistando bot e cct a breve e soprattutto investire nel mattone».