Alessandro Usai a.usai@iltempo.it Si messo subito nella ...

Del resto, è lui il comandante. L'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, sceglie il workshop Ambrosetti di Cernobbio per far capire che aria tira in Alitalia. Nessun socio pubblico nella nuova società, nessuna maggioranza agli azionisti stranieri. Nè ora nè tra qualche anno. Solo una partecipazione di minoranza. Ha fatto troppa strada Passera per arrivare alla cabina di regia e non ha certo intenzione di lasciarsi impallinare. Un viaggio il suo durato oltre un anno in cui ha dovuto superare le reticenze di Bazoli e Salza all'interno di Intesa Sanpaolo e aggirato scogli politici e finanziari. Nessun commento su Mediobanca: quella è una partita che Passera vuole giocare da una posizione defilata. Adesso è impegnato a non far salire a bordo di Alitalia i passeggeri senza regolare biglietto. La prima spinta il banchiere la assesta a Piero Marrazzo. La Regione Lazio era pronta a investire 10 milioni di euro nella compagnia ma quei soldi resteranno a terra perchè tra i possibili ulteriori soci di Cai non è prevista la presenza di enti locali. «Questa è una vera privatizzazione e quindi i soci devono essere entità private» ha detto Passera, chiudendo così la porta anche alla Provincia di Milano. «Si è parlato di 20-25 soci - ha proseguito Passera - però la questione è ancora aperta e sarà il gruppo dei soci attuali a decidere quali altri saranno ammessi». L'esclusione degli enti pubblici dalla cordata piace al capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri: «La presenza di soci pubblici, peggio ancora di partiti travestiti da enti locali, sarebbe in netto contrasto con la necessità di rilanciare con efficienza e rispetto del mercato la compagnia aerea». Per quanto riguarda gli scali di Milano, l'ad di Intesa Sanpaolo ha chiarito che Malpensa «può avere un ruolo importante», ma «se si vuole avere un aeroporto di primo livello è difficile che Milano possa averne due in concorrenza». Secondo Passera, «se non si è arrivati nel tempo ad avere un aeroporto di vera statura europea, certamente ci sono delle responsabilità da parte della compagnia di bandiera, ma altrettanto certamente la pianificazione del territorio e il proliferare di piccoli aeroporti è stata una causa». Poi l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo gela le pretese di Air France che giusto venerdì aveva espresso le proprie preferenze: possedere una partecipazione maggioritaria che le permetta di avere il controllo della compagnia. «Nel progetto che si sta discutendo e che speriamo di realizzare ci sarà sicuramente un'alleanza internazionale - ha spiegato Passera -. Non è detto che ci sia anche un azionista internazionale: non è comunque mai stata in discussione, nè è stata messa sul tavolo, e verrebbe comunque esclusa una partecipazione estera di maggioranza assoluta o relativa. Su questo punto possiamo chiudere l'argomento». Nei giorni scorsi era stato il quotidiano economico parigino La Tribune a ventilare l'ipotesi che ad Air France-Klm sarebbe stata offerta in segreto la possibilità di acquisire la maggioranza di Alitalia entro il 2013. «Il piano Fenice - ha concluso Passera - non prevede partecipazioni al capitale della nuova Alitalia superiori al 10%. La nuova società sarà indipendente e padrona del proprio destino»