«Aspettiamo l'annunciata convocazione per l'apertura del ...

Per il numero uno della Filt «non è chiaro il dimensionamento aziendale della nuova Alitalia e in altre parole non si sa niente di che tipo di azienda si tratterà: un vettore leggero e limitato all'attività di fideraggio per una compagnia europea o un'azienda di trasporto aereo completa e capace di stare sul mercato con servizi di volo e di terra». «Di conseguenza - sottolinea Nasso - non è chiaro l'impatto sul lavoro che, a quanto si legge, potrebbe avere dimensioni non governabili anche con gli annunciati interventi legislativi a sostegno». Per Nasso «molti degli interessati sono dentro la discussione e dentro le scelte». «Che tipo di prospettiva industriale si vuole disegnare e quali le conseguenze per il lavoro», sono invece gli interrogativi posti dal sindacato Sdl in merito a quanto emerge da informazioni giornalistiche circa il piano di salvataggio di Alitalia di Intesa Sanpaolo. Sul primo punto «il fortissimo ridimensionamento che si annuncia, sia in termini di flotta, sia di assetto complessivo del Gruppo, disegna una compagnia aerea di carattere regionale che nel breve periodo possa poi essere venduta ad un vettore più grande. Tale aspetto risulterebbe ancor più evidente senza uno sviluppo significativo della flotta di lungo raggio senza il quale è impensabile un rilancio della redditività dell'intera rete di Alitalia. Non conoscendo le articolazioni del progetto ci asteniamo volutamente da ulteriori prematuri commenti, ma è chiaro che se si costruisce un Piano serio si deve andare ben oltre il breve periodo e non si può fissare l'attenzione sugli aspetti finanziari, sottovalutando quelli ben più importanti di carattere industriale. Riguardo alle conseguenze sui lavoratori, «è bene chiarire che la trattativa è assolutamente aperta, da iniziare e da definire, e non accetteremo soluzioni a scatola chiusa». Nell'ambito della vertenza, secondo Sdl, «l'assetto futuro dovrà in ogni caso prevedere un futuro garantito per tutti i lavoratori del Gruppo; i lavoratori non potranno essere penalizzati nei livelli contrattuali; infine andrà affrontato il problema rappresentato dalle migliaia di precari esistenti nel Gruppo Alitalia ai quali deve essere fornita la possibilità di un progetto di stabilizzazione». Anche i piloti fanno sentire la loro voce. «Procedere oltre senza una condivisione di tratti del piano industriale è molto pericoloso per tutti perchè fa diminuire in modo clamoroso la possibilità di successo della trattativa stessa - afferma il presidente dell'Anpac, Fabio Berti - Resto perplesso che si facciano così tanti passi in avanti senza tenere in considerazione le decisioni del sindacato e le scelte del governo che poi dovrà assumersi la decisione politica della vicenda. Finchè non entreranno a far parte delle discussioni il sindacato e il governo il piano può piacere a qualcuno sulla carta ma non è detto che poi vada in porto».