Una gaffe colossale. O, a essere comprensivi, troppa ...

L'ultima volta, per essere precisi, il 14 febbraio scorso. Lo ha spiegato, dopo un diluvio di polemiche, il prefetto Mario Morcone, capo dipartimento delle libertà civili e l'immigrazione. «Si chiarisce — si legge — che si tratta di una procedura che ha avuto inizio nel marzo 2002 ed è stata ripetuta ogni anno fino al 2007 compreso. Nell'anno 2008, in relazione anche alla migliorata condizione delle strutture di accoglienza, si era ritenuto di limitarne l'applicazione al solo territorio delle regioni Puglia, Sicilia e Calabria. L'eccezionale afflusso di immigrati e richiedenti asilo soprattutto dalla Somalia e dall'Eritrea ha reso necessario in questi mesi distribuire le persone giunte a Lampedusa e sulle coste meridionali in altre realtà nazionali e con procedure d'urgenza. Sono stati pertanto allestiti centri di assistenza e soccorso ad Aviano, a Castiglione delle Stiviere, a Settimo Torinese, a Castelnuovo di Porto e ad Ancona». «Si tratta in sostanza — ha concluso Morcone — di continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto e che quest'anno avevamo sperato che si potesse limitare a tre sole Regioni». Pd e sinistra non hanno però risparmiato attacchi. Per Marco Minniti, ministro dell'interno ombra, «le dichiarazioni successivamente rese da rappresentanti del governo non solo non chiariscono ma anzi contribuiscono ad aumentare la confusione e la preoccupazione», mentre per Paolo Ferrero, ex ministro della solidarietà sociale, l'emergenza per l'immigrazione è «fumo negli occhi degli italiani per distorglierli dagli effetti dei provvedimenti del governo che impoveriscono il Paese e le fasce deboli». Anche Rosy Bindi si è lanciata in dichiarazioni «spericolate»: «Di emergenza in emergenza, il governo continua ad alimentare la paura anziché risolvere i problemi». E Pino Sgobio, della segreteria nazionale del Pdci, paventa addirittura un rischio per la democrazia italiana: «Stato di emergenza? Dopo l'aggravante di clandestinità e le impronte ai bimbi rom siamo giunti alla dichiarazione di guerra nei confronti dei cittadini extracomunitari. Arrivati a questo punto, in Italia, c'è solo un'emergenza: la democrazia».