Confindustria: «Italia ferma nel 2008»

Un anno in cui l'incremento del Pil si fermerà allo 0,1%, «in forte rallentamento» dall'1,5% del 2007, con una tempistica del rilancio che resterà «bassa» anche nel 2009. Lo scenario è quello delineato dal Centro studi di Confindustria, nel rapporto «Più produttività e meno povertà». Un quadro che evidenzia «un problema di crescita serio», di «emergenza economica e sociale» che impone «non un clima di contrapposizione e di insulti reciproci, ma di confronto e di dialogo forte, vero, aperto», ha commentato il presidente degli industriali, Emma Marcegaglia. In linea con la stagnazione del Pil, anche il rallentamento dell'occupazione (+0,1%) e la risalita, dopo 10 anni, del tasso di disoccupazione (6,4%), sempre nel 2008. In questa cornice, una nota positiva è comunque rappresentata dal risanamento dei conti pubblici: è «a portata di mano», afferma Viale dell'Astronomia, esprimendo un giudizio «positivo» sull'azione del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nell'aver «fatto propri sia l'obiettivo di pareggio» di bilancio nel 2011 «sia le linee di intervento fissati dal suo predecessore» Tommaso Padoa-Schioppa «in un raro esempio di continuità di azione bipartisan». Bene per Confindustria anche l'obiettivo di un'inflazione programmata all'1,7% quest'anno e all'1,5% nei successivi, come indicato dal governo nel Dpef: è «credibile e coerente» per non perdere ulteriore competitività. La crescita del Pil, dopo la brusca frenata del 2008 (+0,1%), non decollerà neppure l'anno prossimo. Nel 2009, sottolinea il Csc, il Pil è previsto «in modesta ripresa» ma sarà comunque basso l'incremento in media d'anno, che si attesterà allo 0,6%. Stime al ribasso rispetto a quelle contenute del Dpef (rispettivamente +0,5 e +0,9%). L'impatto, sostiene il rapporto, potrebbe essere «compensato se le misure di semplificazione e liberalizzazione riusciranno a dare fiducia e slancio a famiglie e imprese». Stagnazione anche per i consumi interni, attesi «in marcato rallentamento» nel 2008: la loro performance metterà a segno solo un +0,2% annuo, in netto calo dall'1,4% del 2007. La spesa delle famiglie resterà fiacca nel 2009 (+0,6%). La causa principale, sottolinea il Csc, «è l'erosione del potere d'acquisto dovuta all'aumento dei prezzi energetici e alimentari». Da parte sua, il petrolio arresterà la corsa, dice il rapporto, ma si terrà sempre su livelli record: in media sui 120 dollari al barile (+47 dollari sull'anno precedente) quest'anno e sui 130 dollari nel 2009. al 2,6%». Il rapporto debito-Pil, invece, «continuerà a calare», attestandosi al 103,2% quest'anno e al 102,7% l'anno prossimo. Il Csc «incorpora l'aumento» dei tassi annunciato dalla Bce, di un quarto di punto a luglio, che porterà al 4,25% il tasso ufficiale, fermo al 4% da giugno 2007. Dopo di che, secondo Viale dell'Astronomia, «la Bce non attuerà nuovi interventi nel 2008» ma, nel primo trimestre del 2009, tornerà a tagliare il tasso di riferimento di un quarto di punto, riportandolo al 4%.