Laura Della Pasqua l.dellapasqua@iltempo.it «L'azione di ...

Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera respinge la tesi che la vittoria elettorale possa creare una battuta d'arresto per il completamento del Pdl. L'azione di governo non finirà per sfocare l'obiettivo del Pdl? «Sono due processi paralleli. Certo l'attività di governo è prevalente. L'attenzione sarà concentrata su alcune questioni nodali quali la politica economica, i rifiuti, la sicurezza e gli esteri. Abbiamo costituito gruppi parlamentari unitari e si tratta di passare alla costruzione di un partito unitario sapendo che FI e An hanno forti identità. Abbiamo due partiti differenti tra loro. An ha correnti molto organizzate e FI invece no». Sarà un processo più lungo del previsto? «Non vanno fatte forzature ma nemmeno va bloccato il percorso». I tempi? «A mio avviso un paio d'anni per arrivare alla formazione di un nuovo partito, cioè fine 2009». Forza Italia che farà? «Già qualche cambiamento c'è stato con la staffetta al coordinamento tra Bondi che ha assunto un incarico di Governo e Verdini che già collaborava con Bondi. È evidente che Bondi continuerà a occuparsi del partito come accadrà in An con La Russa. La via più fisiologica è di avere due gruppi dirigenti paralleli. La prima tappa sarà di definire le regole che saranno il pilastro del nuovo partito per evitare conflittualità a livello territoriale. I contenuti politici sono quelli della comune azione di governo. Non bisognerà fare l'errore del 2001-2006 quando ci fu uno scollamento tra quello che faceva il governo e le strutture territoriali. Ci deve essere un rapporto stretto tra governo e partito unitario. I due partiti in fase di unificazione dovranno essere attivi nell'indicare alcune iniziative al governo. Oltre ai contenuti politici bisognerà lavorare per definire regole comuni per poi fare i congressi». Una sorta di pensatoio? «Prevedo che ci sarà una specie di think tank per definire le regole. Vi potrebbero far parte i gruppi dirigenti dei due partiti. Qui si definirà il percorso. Il progetto però andrà verificato con le strutture regionali e locali di FI e An». Quali ostacoli e quali rischi? «I rischi derivano dal fatto che An e Forza Italia hanno storie diverse. Poi c'è un problema di concorrenzialità. Il lavoro che abbiamo davanti è di ammorbidire e superare quelle rigidità che potrebbero ostacolare il percorso unitario». C'è chi teme di perdere la poltrona? «È evidente che gerarchie stabilizzate nei due partiti vengono rimesse in discussione e questo potrebbe creare dei problemi».