Le battute del Cav: "Lotito ci faceva perdere più voti di Ciarrapico"

Dopoil forum nella sede de Il Tempo a Palazzo Wedekind, Berlusconi si è lasciato andare all'informalità. Sbottonato il doppiopetto («Me lo tengo allacciato per via di questa pancetta, non sono più un ragazzino»), allentata la cravatta, Berlusconi ha fatto il giro della redazione romana del nostro giornale per incontrare i giornalisti. Un'occasione per allentare la tensione della campagna elettorale, stretto dagli appuntamenti di un'agenda fittissima alla quale il fedele Sestino Giacomoni e il portavoce Paolo Bonaiuti, lo hanno richiamato più di una volta tirandolo per la giacca. «Saremo vicini di casa, quando tornerò a Palazzo Chigi. Ecco, di qui voi potete vedere quel luogo del patimento che sarà Palazzo Chigi». Appena arrivato in redazione punta dritto verso il servizio sportivo che per provocarlo gli ha preparato un pesce d'aprile: una prima pagina falsa dell'inserto sportivo con una notizia choc. Titolo a tutta pagina: «Berlusconi: compro l'Inter. È la squadra per cui faccio il tifo sin da bambino». Il Cavaliere sta al gioco e se la ride di gusto: «Questo scherzo è più simpatico di quello che mi hanno fatto su Cacciari» dice riferendosi alla notizia fasulla diramata da Telelombardia su due possibili ministri di un governo Berlusconi, ovvero Massimo Cacciari alla Cultura e Mario Monti allo Sviluppo economico. Poi inizia a parlare di calcio a ruota libera. «Nesta? Voglio nuovamente sottolineare che quando il Milan scese in campo per prendere Nesta, la Lazio lo aveva messo già sul mercato. E c'erano già Juventus e Inter pronte a comprarlo. Solo a quel punto decisi di acquistarlo, ma non mi sarei mai sognato di strappare una bandiera a un'altra squadra, così come non mi sono mai sognato di trattare un calciatore come Totti». «Qui siamo tutti romanisti e laziali» lo incalzano i giornalisti dello sport ma il Cavaliere fa finta di non sentire. «Non capisco cosa stia succedendo al mio Milan. Avevo puntato tutto sul tridente brasiliano, con Kakà dietro a Ronaldo e Pato. Purtroppo il nostro attaccante di punta ha subìto un grave infortunio, e non so ancora se avrà modo di recuperare. Personalmente lo incito ogni giorno, fisicamente è molto forte e ha soltanto 31 anni: sono convinto che possa farcela. Caspita, a trent'anni uno ha la forza per conquistare il mondo». Poi passa a dire di «Shevchenko che potrebbe tornare da noi, ma il Milan cerca una prima punta e lui gioca come seconda. Mexes? È un giocatore che mi piace. Maldini vuole prolungare di un altro anno il suo contratto». Bonaiuti gli ricorda che il tempo stringe, che devono andare, ma lui non sembra ascoltarlo. «Lotito? Non piace ai laziali, ho fatto bene a non candidarlo altrimenti mi avrebbe fatto perdere i voti come Ciarrapico. Comunque Lotito mi è simpatico». È un fiume in pena. «Eh voi sì che vi divertite qui anche se soldi pochi». E mentre sta per ripartire in quarta sciorinando i provvedimenti che intende assumere sugli stipendi («bisognerebbe dare gli aumenti come premi di produttività») ecco che entra in redazione il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. «Ho saputo che eri qui e ti sono venuto a salutare». E il Cav: «Per venire a Roma ti sei tagliato la barba e messo il doppiopetto. Io lo metto per nascondere la pancia». Il giro per la redazione continua e il discorso scivola sull'ameno addirittura sulle piante secolari e rare del giardino della villa in Sardegna. Bonaiuti riesce a trascinarlo fuori ma prima di entrare in auto con Formigoni la folla lo accerchia. E non c'è solo il solito «Silvio salvaci tu» c'è anche un tributo a Formigoni. «Sei bello» gli grida una signora «meglio di Prodi». Un complimento?