Alitalia non perde la rotta. Padoa Schioppa: «Sarà venduta»

La compagnia ha ridotto gli slot all'aeroporto di Malpensa in favore di quello di Fiumicino ma il fronte del Nord insorge e prova a mettere i bastoni fra le ruote. Da un lato AirOne ha fatto ricorso al Tar per aver visto esclusa la sua offerta. Dall'altro la Sea ha chiesto 1,25 miliardi di danni per l'abbandono di Malpensa. Insomma, un fuoco incrociato su Alitalia mentre il presidente Maurizio Prato cerca di chiudere al più presto la trattativa in esclusiva con AirFrance-Klm. Due le contromosse per arginare l'ondata di critiche. La prima è legale: Alitalia chiede circa 2 milairdi di euro di danni alla Sea per la mancata chiusura dello scalo milanese di Linate. Ma, carte bollate a carte, l'alleato migliore per Alitalia è Padoa Schioppa. «Dietro alla crisi di Alitalia ci sono almeno 30 anni di errori» aveva detto la scorsa estate il ministro dell'economia. E ancora. «C'è stato un ritardo cronico della politica, sindacato, del sindacato, della dirigenza, dell'organizzazione di quello che si chiama il sistema Paese, il sistema degli aeroporti, della viabilità verso gli aeroporti». Padoa Schioppa rincara la dose e in una intervista a Il Sole 24 ore non molla il il progetto di vendita ai francesi, unica via per garantire il salvataggio ma soprattutto il rilancio di Alitalia. «Devo fare quanto è possibile per evitare che venga ostruito l'unico sbocco positivo a una crisi che dura da molti anni. Ci sono impulsi di autodistruzione presenti nella società italiana e nella classe politica». Padoa-Schioppa non nasconde il rischio che «se si va troppo oltre potrebbe venir meno l'oggetto della disputa». E ha ragione. Nessuno pone l'accento su un aspetto fondamentale della vicenda Alitalia: servono 750 milioni di euro per ricapitalizzarla e più tempo passa e più risorse serviranno. L'unica opzione reale è e resta AirFrance-Klm.